Coronavirus, Zaia questa mattina: “Temo che le scuole non riapriranno più”

ultimo aggiornamento: 28/03/2020 ore 09:08

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Coronavirus, Zaia: "Temo che le scuole non riapriranno più"

Il presidente del Veneto Luca Zaia, nel briefing su Coronavirus in regione, tra le altre cose, si è soffermato su alcuni concetti.
“La situazione per noi resta ancora preoccupante. Le ordinanze restano vigenti per il fine settimana. Siamo estremamente convinti che l’isolamento volontario e indotto stia dando risultati. Abbiamo tre giorni di ritardo sul modello solo perché i veneti si sono messi d’impegno. Non stiamo finendo l’emergenza. Se si facesse festa sule strade, tra una settimana avremmo il collasso della sanità. I risultati si vedono, stiamo ‘accelerando’ di meno ma ciò non toglie che il contagio c’è”.

“Spero che questo fine settimana sia determinante per una svolta, dal nostro modello la prossima settimana sarà impegnativa. Siamo fortemente preoccupati per quello che sta accadendo a Verona, abbiamo le terapie intensive in tensione, stiamo allestendo le postazioni. La scelta di Villafranca è diventata realtà, stiamo attrezzando Marzana, a Borgo Trento e Borgo Roma. Il veronese si porta dietro la contiguità con Brescia e riceverà più pazienti al giorno, anche in terapia intensiva”.


“Forse le scuole non riapriranno più, la vedo dura mettere a repentaglio la salute dei ragazzi e creare un popolo di contagiatori. Dalle nostre statistiche abbiamo anche ragazzi e adolescenti ricoverati, ce n’è per tutti”.
(categoria “virus cinese”)

“Dall’Aifa è arrivato l’ok e si riunito il comitato tecnico scientifico regionale per avviare l’infusione dell’idroclorochina in Veneto. Se somministrato a casa potrebbe aiutare di più a combattere i primi sintomi di Coronavirus. E’ un livello estremo di cura, per evitare che i pazienti peggiorino”.

In Veneto sono stati eseguiti finora 83.025 tamponi per il Coronavirus, di cui 27.436 al personale sanitario, ha riferito ai giornalisti il presidente Luca Zaia. “Stiamo andando avanti – ha aggiunto – con i tamponi ai sanitari. La situazione è sempre più in salita perché mancano i reagenti, mancano i kit. Anche stamattina con gli assessori e i direttori delle Ulss ho urlato contro un sistema che non posso più accettare. Manca tutto, dobbiamo farci in casa tutto. Adesso abbiamo comprato finalmente una macchina dall’Olanda che dovrebbe fare 7.000 tamponi al giorno, speriamo di poter portarne a casa un’altra che installeremo a Verona, per arrivare a 20 mila tamponi al giorno. E continuiamo a perseguire questo target, anche se scontiamo la scarsità di tutto sul mercato”. La percentuale dei contagiati all’interno della popolazione sanitaria testata è del 7%, ha riferito Zaia.


Il Covid-19 “purtroppo verrà ricordato come il virus delle case di riposo, perché colpisce le persone più deboli”. ha sottolineato il presidente . “Per la case di riposo – ha puntualizzato Zaia – inviamo i dispositivi alle Ulss, so che gli operatori sono in difficoltà, riescono a cambiare una mascherina al giorno, quando bisognerebbe farlo ogni quattro ore. Abbiano 13,5 milioni di materiali in arrivo a giorni, stiamo rivedendo le quote di invio e siamo preoccupati per le case di riposo. Nel giro di qualche giorno 100 mila test rapidi saranno per il personale; è un punto nevralgico e delicatissimo, perché il virus trova un substrato favorevole al virus”, ha concluso.

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