Coronavirus, cure che danno speranze con antireumatico e anti malaria

ultimo aggiornamento: 20/03/2020 ore 15:37

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coronavirus nuove cure reumatico e contro malaria

Coronavirus: A Modena ‘da test antiremautico buone risposte’, lo conferma uno studio dell’Aou Unimore anche se ‘Servirà tempo per valutare risultati’.
“Nelle scorse settimane abbiamo cominciato a utilizzare Tocilizumab, in associazione con l’idrossiclorochina, per abbassare la carica virale nei pazienti Covid-19 positivi. Al momento nella ventina di pazienti nei quali è stato usato si rilevano buone risposte, anche se occorre più tempo per valutare i reali risultati della terapia”.

Lo afferma Cristina Mussini, direttrice di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero universitaria (Aou) di Modena, co-investigatrice principale dello studio coordinato dall’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Napoli che valuta l’efficacia del farmaco approvato per l’artrite reumatoide nel trattamento di polmonite causata dal nuovo coronavirus.


Lo studio è stato approvato il 17 marzo dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e ieri, spiega l’Aou modenese, la sperimentazione ha ottenuto l’approvazione del Comitato etico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Il professor Carlo Salvarani di Unimore è co-investigatore principale a livello nazionale. “Ora – aggiunge Mussini – come centro sperimentatore, potremo approfondire questo studio e valutare l’efficacia Tocilizumab su un ampio campione di pazienti per capire se può essere un valido alleato contro tutte le polmoniti più serie, oppure solo su alcune di esse. Grazie alla collaborazione l’Ircss di Reggio Emilia, in seno a Unimore, possiamo arruolare pazienti anche a Reggio Emilia e questo ci consentirà di essere uno dei centri con la casistica più ampia”.

Unimore è in prima fila nella ricerca su Covid-19: sulla rivista scientifica Cytometry un team guidato da Andrea Cossarizza ha pubblicato i primi dati scientifici sulle alterazioni immunitarie causate dal coronavirus Sars-Cov-2.


Un altro fronte che sembra offrire buone speranze è quello che vede l’impiego di farmaci contro la malaria. Per favorire l’accesso precoce a queste terapie e facilitare gli studi clinici sull’efficacia e la sicurezza delle nuove terapie per il trattamento del Covid-19, l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha intrapreso alcune azioni tempestive.

E’ stato inserito a carico del Ssn l’uso off label di: clorochina, idrossiclorochina, due antimalarici con dati preliminari di potenziale attività antivirale; lopinavir/ritonavir e, in subordine a quest’ultimo, darunavir in combinazione con cobicistat o ritonavir, farmaci utilizzati per il trattamento dell’infezione da Hiv.

E’ stato poi inserito nella lista dei farmaci erogabili l’interferon beta 1-a con l’indicazione “Trattamento di supporto dei pazienti affetti da Covid-19” nei soggetti non trattati con steroidi.

Per quanto riguarda le sperimentazioni cliniche e l’accesso ai nuovi farmaci sono stati inseriti: il Remdesvir, un antivirale, non autorizzato, che sarà reso disponibile tramite due studi clinici randomizzati autorizzati in soggetti con Covid-19 moderata o severa e anche tramite la fornitura per uso compassionevole in soggetti gravi in terapia intensiva; Tocilizumab, un anticorpo monoclonale attualmente autorizzato per il trattamento di differenti forme di artrite reumatoride e per il trattamento della sindrome da rilascio di citochine.

Sono in fase di valutazione altri protocolli sperimentali, sia indipendenti che proposti da aziende farmaceutiche, con ulteriori alternative terapeutiche che potrebbero rappresentare nuove opzioni.

Tutti i protocolli sui nuovi farmaci/trattamenti saranno discussi nella prossima seduta della CTS. Sarà inoltre valutato il protocollo di studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che consentirà di valutare l’efficacia comparativa di differenti strategie terapeutiche.

L’Aifa inoltre raccomanda di non modificare la terapia in atto con anti-ipertensivi (qualunque sia la classe terapeutica) nei pazienti ipertesi ben controllati; non utilizzare farmaci Ace-inibitori e sartani anche in persone sane a fini profilattici.

Predisposta poi la proroga di 90 giorni per i Piani terapeutici Aifa e regionali (informatizzati e cartacei) e per la compilazione dei registri di monitoraggio AIFA (con l’eccezione dell’avvio dei nuovi trattamenti e dei farmaci innovativi), per semplificare le procedure in questa situazione di emergenza.

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