Coronavirus, ordinanza e distanza. Zaia: “Aspetto ancora 24 ore, se mi arrivano altre foto di scampagnate rimetto il limite”

ultimo aggiornamento: 15/04/2020 ore 06:36

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Zaia: "15 marzo: collasso terapie intensive. Ho sempre detto la verità: ora i Veneti stiano a casa"

Coronavirus, “prossimità” significa riuscire a vedere l’abitazione. Lo ha spiegato il governatore del Veneto Luca Zaia all’indomani della nuova ordinanza che ha creato dibattito e un po’ di confusione su quel limite di 200 metri che non c’è più.

“Abbiamo firmato l’ordinanza che parla di prossimità di abitazione – ha detto oggi Zaia durante il consueto punto stampa – una frase che è stata ripresa dal Dpcm”. La cancellazione del limite dei 200 metri non significa poter allontanarsi molto di più, come qualcuno ha erroneamente interpretato.


“La distanza – ha detto Zaia – è logico che sia molto prossima alla abitazione”.

Al governatore sono state inviate immagini molto eloquenti su come viene interpretata a piacimento l’ordinanza, e quindi trasgredita: “Non posso vedere immagini come quelle che mi mandano e mi fanno incazzare, di parcheggi dei rifugi pieni di macchine, perché se funziona così mi costringete a rimettere la distanza. Trovo ingiusto che per colpa di qualcuno tutti debbano essere penalizzati”.

Il presidente ha spiegato che la maggior parte dei Veneti rispetta le regole ma per colpa di qualcuno le cose possono di nuovo peggiorare: “Vi chiedo un ultimo sforzo – ha detto Zaia – in spiaggia e in montagna non si va, si esce di casa limitatamente a un raggio in cui si possa vedere l’abitazione e che non sia un’escursione”. La prossimità, quindi, significa riuscire a vedere la propria casa allontanandosi di poco.


“Aspetto ancora 24 ore – ha ammonito il governatore – non è minaccia ma una presa d’atto, e lo dico con rammarico, se mi arrivano ancora foto di scampagnate, così non funziona. Abbiamo l’obbligo morale di essere responsabili, non solo per noi ma a tutti i cittadini. Pensate ai bambini immunodepressi o gli oncologici, agli anziani che hanno diritto di vivere in salute”.

Zaia ha poi letto il bollettino dei contagiati e ricoverati: è il decimo giorno di dati positivi.
“Risultati significativi – ha detto il presidente – che non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia, con il cambio stagione”.

I tamponi realizzati a oggi sono 208.878 in Veneto, la macchina per procedere all’esame dei tamponi è stata collaudata e a sentire il governatore sarà in grado di analizzare, processare, 9 mila tamponi al giorno che andranno ad aggiungersi a quelli analizzati in laboratorio, per un totale che dovrebbe ammontare dai 15 ai 20 mila risultati al giorno.

Nel Veneto ci sono 17.931 persone in isolamento fiduciario “stanno calando rispetto ai 20 mila di prima” e di questi 14.432 sono positivi.

Ci sono attualmente 1.660 ricoverati in questo momento negli ospedali del Veneto, di cui 233 in terapia intensiva, 7 di meno rispetto a ieri sera e 12 di meno rispetto a ieri mattina “Abbiamo passato – ha detto il governatore – i 3500 ricoverati”.

Buone notizie: i dimessi da 10 giorni superano i ricoverati, sono 1.743 ad oggi.

I morti di coronavirus in ospedale sono 800, ma nel totale i morti in totale 906. I nati nelle ultime 24 ore sono 75.

Zaia, nel leggere l’elenco delle donazioni, ha annunciato anche il regalo di una bambina di 5 anni, Aurora, che ha donato 100 euro per combattere il coronavirus.

Le mascherine, ha precisato il governatore, si devono sempre indossare per uscire, e chi non le ha deve utilizzare sciarpe o foulard per coprirsi naso e bocca.

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