Coronavirus, nel veneziano maggior numero di ricoveri del veneziano. Ieri due decessi

ultimo aggiornamento: 25/08/2020 ore 11:01

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Coronavirus, i 7 casi del weekend: 4 a Venezia, 1 a Campolongo, Mirano e Salzano

Coronavirus: a Venezia il poco felice record del maggior numero di ricoveri di tutto il Veneto. 15 persone oggi ricoverate (ieri erano 11).

La notizia non viene commentata però in modo drammatica: i ricoveri sono tutti a Dolo, centro veneziano per le malattie Covid, e andando all’approfondimento qualitativo se ne trovano 10 che erano ospiti della casa di riposo di Mestre al momento in cui è scoppiato il focolaio.


Venezia, sul fronte dei numeri, mostra inoltre 10 nuovi casi di tampone positivo nelle ultime 24 ore.
Sono 281 i casi “attualmente positivi” nel veneziano.

2 i decessi nelle ultime 24 ore nella provincia di Venezia.

VENETO
63 i nuovi casi di tampone positivo in Veneto nelle ultime 24 ore.


Sono 2081 i casi “attualmente positivi” nella nostra regione.

Aumentano anche in Veneto i ricoveri: 49 nei reparti di degenza comune (+5 rispetto al giorno prima), 5 in terapia intensiva (+1).

1 nuovo decesso nel Vicentino, che sommato ai due del Veneziano portano a 3 i morti nella regione.

SITUAZIONE GENERALE
La seconda ondata del coronavirus in Italia frena anche grazie ai pochi tamponi della domenica.
Dopo giorni di preoccupante crescita i nuovi casi nelle ultime 24 ore sono 953 a fine giornata di lunedì (1.210 il giorno prima), ma con oltre 21 mila test in meno, neanche 46 mila in tutto.

I morti sono 4, altro dato in leggero calo, comunque sempre contenuto, ma appare evidente l’estendersi del Covid in maniera sempre più uniforme sull’intero territorio nazionale.

Se in testa alla classifica dei nuovi infetti c’è il Lazio con 146 casi, al secondo posto accanto al Veneto e all’Emilia Romagna con 116 positivi c’è la Campania con la stessa cifra, e dopo la Lombardia a 110 troviamo la Sardegna con 91, record per la regione da inizio epidemia.

Le buone notizie di giornata vengono anche dalla diminuzione dei pazienti in terapia intensiva (-4), che adesso sono 65.

Gli attualmente positivi sono 19.195 (+757). I ricoverati con sintomi sono 74 in più per un totale di 1.045. In isolamento domiciliare i pazienti sono 18.085 (+687).

L’analisi approfondita dei dati, non solo nelle 24 ore o negli ultimi giorni, indica che la percentuale di positivi trovati rispetto ai tamponi fatti è ora la stessa di maggio: il 2,1%, in aumento rispetto ai minimi di giugno e luglio. Il numero dei decessi è invece in linea con i livelli delle ultime settimane, ma è troppo presto per vedere il riflesso dei nuovi contagi sul numero delle vittime.

L’età media dei positivi al coronavirus è intanto crollata in 5 mesi da oltre 60 anni a circa 38 anni.

Secondo Roberto Battiston, fisico e analista, “il picco degli infetti potrebbe anche raggiungere il livello dei mesi peggiori passati tra ottobre e novembre, con decine di migliaia di casi, anche se speriamo di no. Ma la seconda ondata – aggiunge l’ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana – impiegherà così 3-4 mesi per raggiungere il picco, non solo due mesi come a marzo-aprile”.
Con ciò permettendo al sistema sanitario, molto più preparato, di ammortizzare gli effetti.

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