Coronavirus, a Padova piazza piena di gente: infuriano polemiche

ultimo aggiornamento: 30/03/2020 ore 08:20

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Coronavirus, a Padova piazze piena di gente: infuriano polemiche

Padova ai tempi del coronavirus? Con le piazze piene di gente. Le foto arrivano sui social e infuriano le polemiche.

Hanno viaggiato veloci sul web, riprese dalle testate on line, ed hanno scatenato le polemiche sui social le foto dell’ANSA sul mercato all’aperto di Piazza delle Erbe a Padova, affollato di persone nella giornata di sabato.

E mentre si sommavano i commenti critici sul mancato rispetto delle norme di sicurezza – “siamo noi i cretini che stiamo a casa, o quelli che si vedono in piazza?” scrivevano gli utenti su Facebook – il Comune di Padova, con l’assessore al commercio, Antonio Bressa, citava i controlli fatti dalla polizia municipale per affermare che “non c’è stato riscontro di particolari assembramenti. Anzi, altre foto che stanno circolando e i filmati delle telecamere a circuito chiuso – sostiene Bressa – confermano come la situazione fosse sotto controllo con le dovute distanze tra le persone”.

Poi la spiegazione dell’effetto ‘affollamento”: “è evidente che le foto incriminate sono state realizzate con la tecnica del ‘teleobiettivo’, che schiaccia l’immagine” scrive Bressa. Insomma, normali foto fatte con il teleobiettivo.

Domenica, peraltro, sul web e in alcuni servizi di testate tv nazionali sono comparse altre immagini di piazza Erbe, sempre sabato mattina, fatte con i telefonini. Il risultato era del tutto simile.

Il Comune ha spiegato che il comportamento dei cittadini di Padova in questa fase di emergenza “è corretto e responsabile”. “Però, proprio perchè non dobbiamo sottovalutare nulla – sottolinea Bressa -, i controlli saranno ancora più puntuali per evitare in ogni modo che le persone non rispettino il distanziamento sociale”.

Il caso ‘piazze di Padova’ è stato commentato anche dal governatore Luca Zaia: “una situazione insostenibile – ha detto – Se la vediamo con l’ottica epidemiologica della diffusione del virus, si è creato il contesto ideale per diffonderlo. In contesti simili non si fa sanità”.

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