Coronavirus: 41 anni, due tamponi negativi ma muore di Covid. Ne ha contagiati 12 in reparto

ultimo aggiornamento: 23/04/2020 ore 15:53

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Coronavirus: 41 anni, due tamponi negativi ma muore di Covid. Ne ha contagiati 12 in reparto

Coronavirus, ogni tanto si riaffaccia uno dei fantasmi peggiori. E’ possibile esserne affetti pur avendo il tampone negativo? Ogni tanto si parla di ‘falsi positivi’, di ‘falsi negativi’, ma medici ospedalieri potrebbe dirvi che in questo periodo non sono infrequenti casi di polmonite, soprattutto in persone anziane, anche con ‘tampone’ negativo.

Il caso della persona morta a Genova ieri è particolarmente inquietante: un paziente è deceduto di Covid dopo aver avuto refertato il suo tampone negativo. Due volte. La cosa ha purtroppo comportato che un intero reparto è stato infettato perché il paziente è stato trattato senza precauzioni, dato che la sua positività è stata scoperta dopo il decesso.

Atroce la situazione lasciata al decesso: otto pazienti e 4 operatori sanitari dell’ospedale di Lavagna contagiati, l’intero reparto no covid di Medicina sgomberato e sanificato, malati, medici e parenti increduli e sconcertati.

L’uomo, di 41 anni con polmonite bilaterale, ma negativo al tampone, è morto colpito dal virus senza che nessuno potesse prendere i necessari accorgimenti per la sicurezza degli altri.

All’ospedale di Lavagna l’uomo era arrivato in gravi condizioni da casa, a Chiavari: qui era rimasto solo poco tempo, dopo essere stato dimesso dal reparto Covid di Sestri Levante.

Il malato, originario di Canosa in Puglia e che a Chiavari aveva fatto il meccanico prima che un ictus lo rendesse disabile, era risultato negativo a due tamponi.

Solo il terzo, fatto dopo la morte, ha rivelato che era positivo.

Subito dopo la scoperta della positività, la Asl4 ha verificato che il 41enne era stato a contatto di medici, infermieri e pazienti nel reparto di Medicina senza accorgimenti ed ha fatto scattare il piano di emergenza.

I parenti sono “sconcertati”, ha detto un operatore delle pompe funebri che si è occupato dei preparativi per il funerale.

Solo l’insistenza del medico di famiglia, si è appreso, aveva consentito di ricoverare l’uomo a Lavagna, dopo le dimissioni da Sestri Levante. Il malato aveva infatti difficoltà a respirare e il medico chiedeva esami che si potevano fare solo in ospedale.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire dell’intera vicenda, l’uomo non si è sentito bene la settimana scorsa ed è stato portato dai parenti al pronto soccorso di Lavagna, dove ha accusato difficoltà respiratorie e gli è stata riscontrata una polmonite bilaterale.

Un primo tampone ha dato esito negativo e, in attesa del secondo, l’uomo è stato trasferito al reparto Covid dell’ospedale di Sestri Levante. Qui è stato effettuato il secondo tampone, che ha dato anch’esso esito negativo.

Nonostante la polmonite, hanno riferito alcuni amici della famiglia, il paziente è stato dimesso e mandato a casa.

A quel punto il medico di base ha chiesto di eseguire tutti gli esami necessari e le cure appropriate, ottenendo un nuovo ricovero a Lavagna.

In reparto è stato però curato come un paziente ‘normale’ ed ha ricevuto le visite dei parenti.

In breve le sue condizioni si sono però aggravate: l’uomo è stato quindi spostato in una stanza singola, dove poco dopo è morto.

Poi il trasferimento nella camera mortuaria di Lavagna a disposizione della famiglia e degli addetti alle onoranze funebri che hanno operato anche loro, come i sanitari, senza precauzioni.

Il tampone fatto dopo la morte ha confermato che la polmonite bilaterale era stata una conseguenza del covid-19.

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