Contagi in Veneto: «Soprattutto da virus importato»: obbligatorio comunicare la provenienza

ultimo aggiornamento: 14/08/2020 ore 13:46

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Ordinanza regionale spartiacque quella di giovedì 13 agosto, rispetto la piano di sanità pubblica, per la messa in sicurezza del territorio: «siamo i più puliti dai contagi del resto del mondo. Dobbiamo intercettarli quanto è più possibile», dice il presidente Luca Zaia da Marghera che detta le linee guida della nuova disposizione che mira a individuare fra le categorie più esposte al rischio le positività rapidamente.

I numeri

1 milione e 342 mila tamponi effettuati, a questi si aggiungono un milione e 200 mila test rapidi, oltre a un altro milione di test rapidi a magazzino. I positivi sono ad oggi 20 mila 885, 84 più di mercoledì in Veneto, ma ieri c’è stato lo screening sulla caserma di Treviso che d’ora in poi sarà ogni settimana. «Il focolaio è sotto controllo per noi», dice Zaia aggiornando il bollettino dei contagi, decessi e isolamenti: 5.900 a oggi. Dei quali, in questo momento, con sintomi solo 124 con febbre o problemi respiratori. «Abbiamo quindi tanti asintomatici, il modello sanitario funziona», dice il governatore. Duemila e 94 morti finora, +2 da ieri, e i ricoverati sono 113 di cui 83 negativi. Terapie intensive a 7. Una paziente di 30 anni sta per uscire. Sei contagiati appena entrati in terapia intensiva. Si è abbassata l’eta media, quindi ad esempio hanno contratto il virus all’estero, come i due pazienti da Santo Domingo e Spagna. Dimessi a oggi 3782.


Il contagio

L’indice di contagio Rt è il calcolo di un algoritmo e non siamo in una situazione normalizzata: funziona in percentuale, ricorda Zaia. «La maggioranza dei contagi in Veneto viene da virus importato – dice – Abbiamo un virus spesso veicolato da coloro che vanno in vacanza. Conosciamo l’effetto del contagio croato, greco, maltese, spagnolo, dal Perù, da Santo Domingo ecc. Andiamo a verificare la positivizzazione».

Il maggior rischio 


L’ordinanza regionale d’oggi è valida fino al 6 settembre. Inquadra categorie a rischio. Sono persone provenienti dall’estero e con maggiore rischio di contagio, come gli operatori a diretto contatto con ospiti di strutture residenziali per anziani: hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni precedenti all’estero, devono sottoporsi a tampone in quanto soggetti a rischio particolare. Sono ad esempio gli operatori sanitari rientrati dalle vacanze. O prestatori di servizio in ospedali ed extra ospedalieri che hanno transitato o soggiornato nei 14 giorni precedenti all’estero. Vanno sottoposti a tampone che è gratuito. Terza categoria: operatori di assistenza domiciliare ad anziani e categorie fragili (come badanti), se nei 14 giorni precedenti sono stati all’estero: faranno il tampone. Lavoratori stagionali del settore agricolo che hanno transitato sempre, o soggiornato all’estero, nei paesi indicati nel dpcm, nei 14 giorni precedenti.

Tutti i lavoratori che si sono recati all’estero per lavoro, per durata di 120 ore, cioè 5 giorni, hanno l’obbligo di sottoporsi a verifica (nei paesi della quarantena). Persone che hanno soggiornato in Romania e Bulgaria, sempre nei 14 giorni precedenti: è prevista la quarantena ma verranno verificati. Gruppi e target di popolazione anche al rientro dall’estero che rivestono interesse epidemiologico, come etnie straniere, verranno controllate. Queste persone devono contattare l’Ulss per obbligo. I centri di accoglienza sono già sotto controllo e verificati con i tamponi. C’è poi la categoria dei sottoposti a quarantena, che provengono dai paesi dove è indicata, e la fanno con l’obbligo poi del test. La provenienza da dpcm è Spagna, Croazia, Malta e Grecia dove il Veneto introduce l’obbligo del tampone. I vacanzieri quindi quando torneranno, come da dpcm del ministro Roberto Speranza, entro 24 ore devono richiedere d’obbligo la possibilità di fare un tampone. Nei varchi d’ingresso degli aeroporti sarà probabile l’organizzazione di uno screening di massa, secondo la Regione. Resta il dovere di comunicare all’Ulss di appartenenza di essere arrivati e accordarsi per fare il tampone velocemente. Chi non chiede il tampone è soggetto a sanzione: mille euro. In riferimento ai rientri ed agli ingressi da Spagna, Croazia, Repubblica di Malta e Grecia, l’assessorato regionale alla Sanità comunica: «non ci sono restrizioni per coloro che dichiarano di essere stati sottoposti a tampone con esito negativo nelle 72 ore precedenti all’ingresso. – Chi non si trova nella situazione precedente ha il dovere di segnalare il suo ingresso all’azienda Ulss di riferimento che provvederà all’esecuzione del tampone in 48 ore. Nel periodo di attesa dell’esito dell’esame è tenuto a rimanere al proprio domicilio e mantenere comportamenti corretti e attenti.

Paesi

Chi fa ingresso o rientro in Veneto, anche indirettamente, con qualsiasi mezzo dai Paesi: Bulgaria, Romania, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia,Tunisia, Uruguay, Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Kosovo, Montenegro e Serbia, Colombia, si sottopone alla quarantena.

Coloro che fanno ingresso o rientro in Veneto da Spagna, Croazia, Grecia o Repubblica di Malta, devono dare comunicazione dell’avvenuto ingresso in Veneto all’Azienda Ulss di riferimento territoriale per residenza o dimora per essere sottoposti al test di screening per la ricerca di SARS-CoV-2 o comunque per trasmettere il documento attestante l’esito dell’eventuale test già eseguito nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia.

Attività sportive

Per le attività sportive, eventi e manifestazioni, è confermata possibilità di assistere, per il pubblico, con distanziamento sociale. Si può esser presenti all’interno degli impianti aperti e chiusi ma che garantiscano il controllo di ingressi e il contingentamento. Per gli spettacoli dal vivo e il cinema vale sempre il distanziamento di almeno un metro per gli impianti al chiuso. In quelli all’aperto e al chiuso tutti gli spettatori devono indossare la mascherina dall’ingresso fino al raggiungimento del posto. Il dpcm prevede il pubblico all’interno di impianti ad esclusione dei campionati nazionali e internazionali esclusi dalle federazioni.

Servizi educativi

Per i servizi educativi in partenza dal primo settembre valgono le linee guida dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, da zero ai sei anni, con cui si è iniziato lo scorso anno. Gli operatori avranno la mascherina, i piccoli no. L’obbligo è quello dei gruppi. Mentre da zero in sù la scuola sarà subordinata al rispetto di un documento redatto dall’istituto superiore della sanità per la ripresa scolastica e le verifiche sui bambini.

Discoteche e feste

Sulle discoteche e feste all’aperto: «C’è attenzione per capire le misure da adottare. Ferragosto è alle porte; occorre fare attenzione agli assembramenti – dice ancora Zaia –  e indossare la mascherina. Gli esiti di queste feste malgestite saranno visibili nei prossimi giorni. La gente sta all’aperto, serve un po’ attenzione». Ieri il tavolo delle regioni, fra cui il Veneto, con il ministero della Salute. Temi: test rapidi agli aeroporti, assembramenti ed eventi, lavori per 100 milioni di euro per gli ospedali in fase 3.

Tamponi

Dovrebbero arrivare nelle prossime settimane nuovi test, fa sapere la Regione. Negli approvvigionamenti si fa attenzione a non comprare test che sono vecchi quando arrivano. A Treviso sono in verifica i test con la saliva: se funzionano danno ottimi risultati.

Antonella Gasparini

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