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lunedì 25 Ottobre 2021

Contagi calano, variante Delta cresce

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I contagi calano mentre la variante Delta cresce.
L’anomala dicotomia si verifica con un quadro epidemiologico in netto miglioramento, con le terapie intensive che si stanno ormai svuotando e sono ben al di sotto della soglia di allarme.
Parrebbe uno scenario ideale se non fosse per gli allarmi che arrivano per la variante ex indiana, oggi “Delta”.
“Questi dati non ci devono spaventare. Il virus muta e sta mutando ancora una volta. E’ probabile che anche la variante Delta diventi dominante, così come lo sono state in passato la variante iberica e brasiliana”.
Lo sottolinea il direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, parlando dell’ultimo studio dell’istituto. “Dobbiamo mettere in campo tutte le misure protettive – sottolinea Vaia -. La prima, come si evince dalla nostra survey, è la vaccinazione. I vaccinati con doppia dose sono, infatti, solo il 5% dei contagiati. Le percentuali vanno rapportate al numero dei positivi. Quindi parliamo di 37 casi nel Lazio di variante Delta su 106 sequenziamenti di tamponi positivi”.

E’ innegabile come la pandemia da Covid-19 in Italia stia rallentando significativamente, come dimostra l’ulteriore calo dell’indice di trasmissibilità Rt – questa settimana a 0,63 – e del tasso di incidenza che è sceso a 9 casi su 100mila abitanti.
I dati dell’ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia confermano dunque il trend positivo, ma a preoccupare è ora la crescente prevalenza delle varianti del virus SarsCov2: la Delta, più temibile perchè più contagiosa, ha raggiunto una diffusione pari al 22,7% dei casi e, secondo l’ultima indagine rapida dell’Istituto superiore di sanità, è ormai presente in 16 Regioni.
A sottolineare l’importante inversione di tendenza è lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, che rileva come i numeri di oggi della cabina di regia siano “molto incoraggianti. E’ la fotografia – ha commentato – di un Paese con un quadro epidemiologico molto migliorato, conseguenza della campagna di vaccinazione che resta l’arma fondamentale per mettersi alle spalle questa stagione”.
Tuttavia, ha avvertito, “continuo a chiedere massima prudenza ed i numeri ci dicono che la strada della gradualità è quella giusta. Siamo ancora dentro questa battaglia e c’è bisogno di grande cautela. Ci vuole gradualità perché la partita è ancora aperta”.

Il monitoraggio fotografa dunque un’Italia in cui tutte le Regioni sono a rischio basso e con un tasso nazionale di occupazione in terapia intensiva al 3% (la soglia critica è il 30%), ed anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente e si attesta al 3% (soglia critica 40%).
I dati giornalieri del ministero della Salute confermano il trend in discesa, con 794 positivi nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 882) e 28 vittime (ieri 21), mentre il tasso di positività è stabile allo 0,4%.
Sono invece 213 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid, con un calo di 16 rispetto a ieri, mentre i ricoverati in area medica sono sotto quota 1.500.
Tuttavia l’allarme resta poiché, sebbene in assoluto i nuovi casi siano in diminuzione, la proporzione delle infezioni causate da varianti delta e kappa (la seconda faceva parte della famiglia della variante delta ed è ora distinta) è in aumento.
Lo rileva il monitoraggio settimanale, e la conferma arriva appunto dalla nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute, relativa al 22 giugno.
A questa data, la variante Delta aveva infatti una prevalenza pari al 22,7% ed è stata identificata in 16 Regioni/Province autonome, con un range tra lo 0 e il 70,6%.
La prevalenza della variante Alfa era invece del 57,8%, in calo rispetto all’88,1% del 18 maggio, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 16,7% e il 100%.
Alla stessa data, la variante Gamma (prima denominata ‘brasiliana’) aveva una prevalenza pari a 11,8% (con un range tra 0 e 37,5%, mentre nella precedente survey era al 7,3%).

La crescita della prevalenza della variante Delta “è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione”, ha affermato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, avvertendo che è dunque “fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione”.
Eppure, il tracciamento dei casi e il sequenziamento dei campioni “cruciali in questa fase, sono ancora insufficienti e inaffidabili poiché effettuati su una base emergenziale e non strettamente statistica”, rileva Giuseppe Arbia, professore di Statistica economica all’Università Cattolica di Roma e curatore del sito COVSTAT sull’andamento pandemico da Covid-19.
Ad ogni modo, conclude il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, a fronte della crescente minaccia rappresentata dalle varianti resta un’indicazione precisa: “E’ necessario mantenere comportamenti individuali ispirati alla massima prudenza e, soprattutto, continuare a vaccinare”.

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SITUAZIONE IN VENETO

Dati in calo ma all’orizzonte anche in Veneto il pericolo di una recrudescenza della variante Delta, visti i piccoli focolai in atto.
E’ la fotografia settimanale della pandemia nella nostra regione.
Anche oggi i numeri invitano ad un cauto ottimismo, soprattutto in relazione alle dimissioni ospedaliere: sono 57 i nuovi casi di contagio Covid registrati nelle ultime 24 ore, mentre il numero dei decessi aumenta di 2 unità.
ll totale degli infetti dall’inizio dell’epidemia sale a 425.535, quello delle vittime a 11.618.
Sono complessivamente 245 i posti letto occupati da malati Covid (-2), con le terapie intensive che calano a 15 pazienti e (-2).
L’attenzione resta alta soprattutto per gli sviluppi della variante Delta.
“La preoccupazione è assolutamente legittima, perché in Gran Bretagna in meno di un mese questa variante è diventata dominante, ha scalzato quella precedente proprio perché è contagiosissima” dice Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute per l’emergenza sanitaria, parlando a margine del convegno inaugurale di Innovabiomed, a Veronafiere.
Ancor più severo il giudizio del professor Andrea Crisanti, per il quale “rispetto alla variante Delta bisogna confinare le aree dove questa si manifesta. In generale, evitare i contatti e fare tracciamento massivo. Al contrario di quello che dice Draghi, il virus c’è ancora, non è affatto sparito”.
Inviti alla cautela accolti dalla Regione, come nel caso dell’ambulatorio mobile della Ulss 3 Serenissima allestito a Isola Verde nell’area adiacente alla struttura in cui sono state registrate alcune positività alla variante.
Il camper attrezzato è a disposizione, ad accesso libero e gratuito, di chiunque intenda verificare il proprio stato di salute sottoponendosi al test di terza generazione.

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Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora ed ha collaborato con grandi testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo come inviato o per reportage personali.

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