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Si è conclusa l’autopsia sul corpo di Giacomo Gobbato, il giovane 26enne di Jesolo ucciso lo scorso 20 settembre mentre cercava coraggiosamente di sventare una rapina. La relazione del medico legale ha confermato che è stata una sola coltellata, inflitta nella parte alta dell’addome, a provocare la morte del ragazzo. L’autopsia è stata disposta dal pubblico ministero Federica Baccaglini ed eseguita dalla dottoressa Alessia Viero.
Nelle prossime ore, la Procura è attesa a concedere il nulla osta per il rilascio della salma, permettendo così ai familiari di fissare la data del funerale, che si terrà nella città di Jesolo. Qui, così come a Venezia, sarà proclamato il lutto cittadino in segno di rispetto e cordoglio per la perdita di un giovane che si è distinto per il suo coraggio.
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Intanto, proseguono le indagini. Gli investigatori hanno nuovamente ascoltato Sebastiano Bergamaschi, amico di Giacomo che era con lui nella notte maledetta e anch’egli ferito durante l’aggressione. Bergamaschi ha confermato i dettagli di quella tragica serata, quando tutto si è svolto in pochissimi istanti tra Corso del Popolo e via Aleardi, a Mestre.
L’aggressore, il cittadino moldavo Serghiei Merijevschii, è ora in carcere con accuse gravissime: omicidio, tentato omicidio e rapine aggravate.
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Confido nell’ergastolo anche se lo pagheremo noi tutti.