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giovedì 29 Luglio 2021

Cnr sul Covid: 40-50% casi da varianti in alcune regioni

Homenuove varianti virusCnr sul Covid: 40-50% casi da varianti in alcune regioni

Stima Cnr, in alcune regioni quasi 40-50% casi da varianti. E’ quanto emerge dall’algoritmo sviluppato dai fisici.

Cnr sul Covid: 40-50% dei casi derivano da varianti in alcune regioni. Ecco perché a distanza di un anno l’emergenza potrebbe non essere ancora superata.
“Nelle Regioni dove si è registrato un rapido aumento dei casi come Abruzzo, Marche, Toscana e Umbria, oltre che nelle Province autonome di Trento e Bolzano, le varianti di Sars-Cov-2 sarebbero, secondo le simulazioni sull’andamento dei ricoverati, già tra il 40 e il 50% del totale dei positivi”.
A dirlo è il fisico Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e tecnologie della materia del Cnr, che aggiunge: “Questo trend è in aumento”.
Lo studio deriva da una simulazione basata su un algoritmo che definisce “Scova-varianti” di Sars-Cov-2, che è stato sviluppato dal suo team del Consiglio nazionale delle ricerche e

che aggiorna il sistema di calcolo da loro stessi realizzato per monitorare l’evoluzione della malattia.
Spinella sottolinea che “in Abruzzo, nell’arco di un mese da oggi, se non dovessero esserci misure contenitive, i casi della variante potrebbero raggiungere la quota del 90%” e che “senza alcun’altra misura di contenimento dei contagi di Sars-Cov-2, nelle Regioni che si trovano già ad avere il virus variato almeno al 50%, la variante a maggiore contagiosità sostituirà pressoché totalmente la versione ‘standard’ nell’arco di un mese e mezzo a partire da oggi. Dunque, a fine marzo”.
Dal calcolo differenziale, secondo il fisico, emerge che “le varianti sono comparse su una frazione molto piccola di positivi già nei primi giorni di dicembre del 2020”.
In riferimento sempre alla presenza delle varianti che si notano dalle curve realizzate grazie all’algoritmo, Spinella sottolinea: “l’Emilia-Romagna e la Lombardia iniziano a esibire un trend di aumento dei casi ospedalizzati riconducibile alla presenza delle varianti a maggiore trasmissibilità”.

(foto da archivio)

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