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Clima e effetto serra: 2015 anno più caldo del pianeta. La terra sta vivendo una nuova era

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Clima e effetto serra: 2015 anno più caldo del pianeta. La terra sta vivendo una nuova era

Diciamo la verità: dei dati sul clima e sull’effetto serra ci siamo sempre preoccupati poco. Un’occhiatina al titolo di ogni nuovo articolo e via: dimenticato. Sarebbe il momento di diventare consapevoli, invece, che il mondo sta cambiando. E in un modo in cui non sarà possibile ritornare indietro.

Viviamo in una nuova era climatica, dall’aria sempre più sporca e dalle temperature in aumento a causa dell’effetto serra. Nel 2015 la concentrazione media di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera ha raggiunto la “soglia simbolo” di 400 parti per milione (ppm): è la prima volta a livello globale. E il 2016 non invertirà la tendenza, anzi.

L’ufficialità a livelli già evidenziati dalla comunità scientifica internazionale è arrivata da Ginevra: l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha certificato l’inizio di una nuova era della realtà climatica globale. I livelli di CO2 avevano già raggiunto la soglia delle 400 ppm per alcuni mesi dell’anno e in certi luoghi, ma mai prima d’ora su una base media globale e per l’intero anno, spiega l’Omm.

Stando alle previsioni della più anziana stazione di monitoraggio dei gas ad effetto serra, le concentrazioni di CO2 resteranno al di sopra di 400 ppm per l’intero 2016 e non scenderanno per molte generazioni.

I dati sono in linea con le ultime rilevazioni di CO2 relative a settembre provenienti dall’Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, secondo cui le 400 ppm di CO2 in atmosfera ora sono il “nuovo minimo”, considerando che storicamente settembre è il mese in cui la concentrazione del gas serra raggiunge i livelli più bassi.

Si tratta infatti del periodo in cui l’estate cede il passo all’autunno e l’assorbimento della CO2 dalla vegetazione rallenta, mentre aumenta il rilascio di anidride carbonica dal terreno. Insomma anche se il mondo smettesse domani di emettere CO2, la quantità già nell’atmosfera rimarrà per diversi decenni.

L’aumento sostenuto di CO2 nell’atmosfera è stato alimentato nell’ultimo anno anche da El Nino. L’evento climatico – che consiste nel riscaldamento ciclico della superficie delle acque del Pacifico – si è infatti concluso, “ma i cambiamenti climatici restano”, ha spiegato il segretario generale dell’Omm Petteri Taalas.

E il 2015, ha aggiunto, resterà nella storia. Taalas ha espresso soddisfazione per il recente accordo raggiunto a Kigali per modificare il protocollo di Montreal ed eliminare gradualmente gli idrofluorocarburi, potenti gas serra, “ma il vero elefante nella stanza è l’anidride carbonica”, ha sottolineato, “che rimane nell’atmosfera per migliaia di anni e negli oceani ancora più a lungo. Se non si affrontano le emissioni di CO2 non saremo in grado di affrontare i cambiamenti climatici e di mantenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 grandi centigradi rispetto al livello dell’era pre-industriale” ha aggiunto, esortando una spinta all’applicazione dell’accordo di Parigi sul clima. .

Numeri che magari dicono poco a noi, non addetti ai lavori, in quanto percepiamo relativamente i mutamenti climatici in termini di: caldo insopportabile, «bombe d’acqua», inondazioni, siccità che svuota i laghi, innalzamento dei mari. Ma non andrebbe trascurata l’escalation progressiva degli scorsi anni che ora invece è diventata impennata nel 2015 per l’impatto di «El Niño».

25/10/2016

Mario Nascimbeni

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