“Cinese crolla a terra a Venezia, è il virus”. Come i fake corrono sulla rete e via Whatsapp

ultima modifica: 02/02/2020 ore 07:30

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Il virus sta facendo già male a tante persone. Ma non si parla di contagi, si tratta di persone che vivono male questo stato di cose accrescendo la tensione per una realtà che al momento non esiste.

Vi sono molti messaggi che alimentano suggestioni andando a minare psicologicamente le persone nella fiducia verso le istituzioni (e spesso verso i media).

La prova l’abbiamo avuta giovedì pomeriggio con un fatto avvenuto in Campo San Bartolomeo. In redazione sono giunte decine di chiamate per quella che sarebbe stata la presunta “prima vittima del virus a Venezia…”.

In realtà si trattava di un normale intervento di soccorso del Suem 118 chiamato per un signore che, sfortunatamente, soffrendo di crisi epilettiche da molti anni, a volte ha una crisi. La diagnosi veniva confermata dall’Azienda sanitaria.

Nessun virus, nessun pericolo, quindi. Ma il sospetto continua ad insinuarsi in nuove persone e a tornarci indietro anche a tutt’oggi come falsa notizia.

Qui non vogliamo dire di non leggere più catene whatsapp che originano chissà dove, e nemmeno di non ascoltare più i messaggi vocali fatti da chissà chi, ma consigliamo vivamente a tutti di verificare quanto sentito o letto attraverso i canali ufficiali prima di diffondere ulteriormente la notizia o, peggio, cominciare ad agitarsi.

In questi minuti giunge anche l’appello dell’Istituto Superiore di sanità dello stesso tenore: “No a fake news e messaggi allarmistici che in queste ore girano sui social e tramite le catene su Whatsapp”.

L’Istituto Superiore di sanità ricorda che al momento i casi confermati in Italia restano due.

“I casi confermati di #coronavirus in Italia sono finora 2 – si legge -. Iss raccomanda: non dare credito a fonti non ufficiali, messaggi vocali su social e app di messaggistica, fake news”.

In particolare nelle ultime ore ha avuto una grande diffusione un audio in cui una donna, che afferma di essere un’infermiera di un ospedale romano, afferma che ci sono “almeno 27 casi del nuovo coronavirus che i piani alti tendono a nascondere”, situazione che non corrisponde a verità.

Qualche giorno fa un altro audio molto diffuso rilanciava invece la teoria complottista del virus creato in un laboratorio militare e poi ‘sfuggito’, che sarebbe confermata secondo alcuni siti ‘acchiappaclic’ dal fatto che il simbolo di una azienda biotech di Shanghai è simile a quello utilizzato nel videogioco ‘Resident Evil’ per una fittizia ‘umbrella corporation’ che diffonde un siero che rende zombie.

Sempre alcuni giorni fa un audio di un sedicente chiuso in casa a Wuhan raccontava come le città fossero militarizzate con l’esercito pronto a sparare contro chi non rispettava il coprifuoco, dicendo inoltre che le vittime erano ormai già decine di migliaia.

L’invito dell’Istituto Superiore di sanità è quello di consultare solo siti di organizzazioni ufficiali per avere notizie e cercare conferme.

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