Chiudono tutte le attività non essenziali: l’annuncio di Conte all’Italia

ultimo aggiornamento: 22/03/2020 ore 13:32

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coronavirus conte chiudiamo tutti i negozi

In tutta Italia chiudono tutte le attività produttive che non sono ritenute essenziali.

Lo ha annunciato poco fa il premier Giuseppe Conte sulla sua pagina Facebook, allargando le restrizioni già in vigore per l’emergenza coronavirus.

“Abbiamo deciso di compiere un altro passo – ha detto Conte – chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali”.

L’annuncio arriva dopo una riunione con i capigruppo della maggioranza al Governo e dopo un pomeriggio di riunioni e incontri.

“Abbiamo lavorato – ha spiegato il premier – tutto il pomeriggio con i sindacati, con le associazioni di categoria, per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività di servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari per il funzionamento dello stato in questa fase di emergenza”.

Il premier ha spiegato che questa è “la crisi più difficile che il paese sta vivendo dal dopoguerra”. E che le misure fin qui adottate “richiedono tempo per mostrare i loro effetti, dobbiamo continuare a rispettare tutte le regole. Restare a cassa e rinunciare a radicate abitudini non è facile, ma non abbiamo alternative. Dobbiamo resistere, solo in questo modo riusciremo a tutelare noi stessi e le persone che amiamo”.

NESSUNA RIDUZIONE D’ORARIO PER I SUPERMERCATI
Continueranno a rimanere aperti tutti i supermercati, i negozi di generi alimentari e prima necessità – ha spiegato Conte -quindi fate attenzione: non abbiamo previsto nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati. Invito tutti a mantenere la massima calma, non c’è ragione di fare corse agli acquisti, non c’è ragione di cerare code che in questo momento non si giustificano affatto”.

CHI RESTA APERTO
Restano aperte anche le farmacie, parafarmacie, i servizi bancari, postali, assicurativi, finanziari, i servizi dei trasporti e le attività connesse a quelle essenziali.

“Al di fuori delle attività ritenute essenziali – ha detto il premier – consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità “smart-working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale”.

“Rallentiamo il motore produttivo del paese – ha detto Conte – ma non lo fermiamo. E’ una decisione non facile che ci consente e predispone ad affrontare la fase più acuta del contagio, è una decisione che si rende necessaria oggi in particolare per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia”.

CRISI ECONOMICA E AIUTI
“L’emergenza sanitaria, lo avevamo previsto, sta tramutando in piena emergenza economica – ha detto il premier – ma a voi tutti dico: lo Stato c’è. Lo stato è qui. Il Governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa e ripartire quanto prima. Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte, come una catena a protezione del bene più importante: la vita”.

“Se dovesse cedere anche un solo anello – ha proseguito il premier – questa barriera di protezione verrebbe meno, esponendo a pericoli più grandi per tutti”.

Le rinunce di oggi necessarie, ha detto Conte, per poter tornare presto alla normalità.

“Stiamo rinunciando alle abitudine più care: lo facciamo perché amiamo l’Italia. Ma non rinunciamo al coraggio e alla speranza nel futuro. Uniti ce la faremo”.

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