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Chiude asilo nido “Nido d’Ape” ai Tolentini. Spazi destinati a pranzo e attività ricreative per gli studenti IUAV. “Quando metterete su famiglia e faticherete a trovare, nella vostra città, un servizio di asilo nido coerente con i vostri orari di lavoro, potrete ripensare con orgoglio alla vostra alma mater che questo servizio lo garantiva in una città morente come Venezia”.


Gentile redazione,

per opportuna conoscenza da parte della cittadinanza, segnaliamo la chiusura dell’asilo nido “Nido d’Ape” dello IUAV, un servizio che per 10 anni ha permesso a molte famiglie veneziane con bimbi tra 3 mesi e tre anni d’età di conciliare vita e lavoro in città. Altri dettagli nel testo che segue.
In allegato una lettera che, attraverso i mezzi d’informazione, indirizziamo agli studenti, che nella logica di questa chiusura sarebbero i potenziali beneficiari della scelta. Lettura che noi, con amarezza, respingiamo.
Alleghiamo anche una foto rappresentativa del grave allagamento dell’asilo avvenuto a ottobre, di cui nessuno ha parlato finora perché volevamo tutelare l’immagine dell’ateneo di architettura che non ha protetto i propri piccoli ospiti. A 4 mesi dal fatto non è ancora ripristinato il piano terra dell’edificio.
Essendo mutate le condizioni, con la prospettiva della chiusura, ci sembra giusto completare l’informazione dando notizia anche di questa calamità.
Cordialmente
I genitori dei bambini dell’asilo Nido d’Ape

Chiude asilo nido "Nido d'Ape". Nella casetta Palma (Tolentini) attività ricreative per studenti IUAV

ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000

IUAV, CHIUDE L’ASILO NIDO: SERVE ‘SOLO’ ALLA CITTÀ’, SPAZI PER GLI STUDENTI

Il Rettore e il consiglio di amministrazione dello IUAV hanno deciso di chiudere il servizio di asilo nido per figli di studenti, ricercatori, professori, dipendenti e altre famiglie di Venezia.
Attualmente, il nido accoglie 12 bambini tra 1 e 3 anni, ed altri inserimenti sono attesi in primavera. Al termine dell’anno scolastico, il 31 luglio, l’affidamento del servizio scadrà e non ci sarà nessuna nuova gara per proseguire questa esperienza, che ha offerto a tante famiglie di Venezia l’opportunità unica di un nido con orario prolungato e chiusura limitata al mese di agosto, indispensabile per garantire la migliore conciliazione vita-lavoro.

La notizia è stata comunicata nei giorni scorsi alle famiglie e al gestore, cooperativa Kairos, dallo stesso rettore Alberto Ferlenga intervenuto in una riunione del comitato di gestione convocata urgentemente dai genitori per conoscere gli esiti del cda IUAV del 20 febbraio.

Il rettore ha comunicato che dopo la chiusura saranno avviati dei lavori di ristrutturazione, completo adeguamento alle norme di sicurezza e riduzione dei rischi in caso di acqua alta eccezionale. Durante l’acqua alta del 29 ottobre 2018, infatti, l’asilo Nido d’Ape è stato inondato da 50 centimetri di liquami per due giorni, fino alla ripresa del servizio dopo la sospensione delle attività scolastiche disposta dalle autorità. IUAV, infatti, non ha monitorato e controllato lo stato del nido durante l’acqua alta eccezionale. La calamità ha quindi costretto ad alcuni giorni di sospensione del servizio e all’interdizione del piano terra, che ancora continua perché sono in corso i lavori di rifacimento del pavimento, degli infissi e degli intonaci.

Dopo i disagi, dunque, per i genitori arriva la doccia fredda della definitiva chiusura. Tra le motivazioni addotte, ragioni economiche poco giustificabili considerato che le famiglie pagano una retta, la Regione Veneto ha finora sempre contribuito economicamente, e comunque la rifunzionalizzazione e le possibili nuove destinazioni della struttura richiederanno continui investimenti da parte dell’ateneo.

Il cda ha trovato fuori luogo dedicare un edificio a un asilo nido, preferendo convertire gli spazi ad altre forme di ‘welfare’, come spazi da aprire agli studenti per consumare pasti, studio e riunioni. Il nido è stato considerato anche un servizio poco interessante in prospettiva futura, dato che la popolazione di staff e docenti IUAV è tra le più anziane in Italia e non si prevede un’inversione di tendenza. Il servizio, dunque, andrebbe solo a beneficio di famiglie veneziane senza rapporti di lavoro con l’ateneo.

Negli anni la Regione Veneto ha investito decine di migliaia di euro per il servizio dello IUAV, garantito in convenzione ai dipendenti regionali. La decisione di chiudere l’asilo è coincisa con il mancato rinnovo dell’accordo con la Regione, ripetuti tentativi andati a vuoto per un recupero della convenzione con il Comune di Venezia e un mancato accordo con Ca’ Foscari, nonostante dipendenti e docenti dell’ateneo abbiano beneficiato del servizio, a retta piena. Il mancato sostegno delle altre istituzioni cittadine, dunque, è tra le ragioni della chiusura.

L’asilo è stato creato nel 2008 nella casetta Palma, adiacente al campus dei Tolentini. E’ stato il primo nido aziendale realizzato da una università italiana, in linea con le migliori esperienze internazionali.

Da una relazione del 2014 dello IUAV si apprende che “L’esperienza dei primi anni si è rivelata largamente positiva e ha reso evidente la sua utilità sociale: nello stesso contesto territoriale opera un solo asilo nido pubblico che copre una minima parte delle richieste di iscrizione.

L’asilo nido IUAV può ospitare 30 bambini, di età compresa tra i 3 e i 36 mesi (tre anni). L’orario di apertura è dalle ore 7.30 alle ore 17.30, con entrata entro le ore 9.00 e uscita regolata in modo flessibile. La chiusura per ferie è prevista per il mese di agosto.

Nell’ultimo anno scolastico hanno frequentato l’asilo una media di 22 bambini, figli sia di dipendenti Iuav sia di utenti comunali convenzionati o di cittadini veneziani. Nel dicembre 2014 è stato stipulato un accordo di collaborazione con la Regione del Veneto per disciplinare l’utilizzo di posti presso il nido”.

Chiude asilo nido “Nido d’Ape” ai Tolentini.
Lettera agli studenti.

Care studentesse e cari studenti dello IUAV,

C’è una buona notizia per voi: tra un anno circa potreste poter utilizzare gli spazi della casetta Palma ai Tolentini per consumare il pranzo e per altre attività ricreative. L’ateneo ha infatti deciso di chiudere l’asilo nido che per una decina d’anni si è preso cura di bimbi sotto i 3 anni d’età.
Nelle ultime settimane ci avete visti passare con i passeggini nel chiostro dei Tolentini. Dovevamo accedere dal ‘retro’ della casetta perché erano in corso lavori edili per recuperare il piano terra finito sommerso da 50 centimetri di liquami a causa dell’acqua alta del 29 ottobre 2018. Per due giorni nessuno ha controllato, così il disastro l’abbiamo scoperto noi arrivando il mattino del 31 ottobre con i bambini. Immaginate lo shock. Stiamo per tornare alla normalità, per i pochi mesi che rimangono prima della chiusura definitiva. Abbiamo superato questo, ma nulla possiamo contro la nuova ‘sensibilità’ dell’ateneo.
Il “Nido d’Ape” era nato per offrire un servizio ai giovani genitori, fossero studenti, dipendenti o ricercatori. Ma, si sa, chi lavora o fa ricerca all’università oggi o è troppo anziano o fa il pendolare. Giovani coppie residenti scarseggiano, dentro e fuori IUAV. L’asilo ha finito per ospitare bambini di genitori ‘esterni’, alcuni lavorano in Regione Veneto o a Ca’ Foscari.
Un lusso che ‘non ci possiamo più permettere’, ci ha spiegato il rettore. I bambini ‘interni’ sono pochi, il Comune di Venezia non vedeva più ragioni per una convenzione, la Regioneha interrotto il sostegno economico e Ca’ Foscari, apparentemente interessata, non l’ha nemmeno aperta.
L’asilo chiuderà a fine luglio nell’indifferenza generale. Poi partirà la ristrutturazione dell’edificio e sarà valutata la sua nuova destinazione, a vantaggio degli studenti.
Vantaggi economici per l’ateneo? Nessuno: questo cambio di destinazione costerà probabilmente di più. Ma l’invecchiamento dei dipendenti, l’assenza di giovani docenti e la desertificazione sociale di Venezia hanno reso ingiustificabile (secondo i vertici IUAV) un asilo nido in un campus universitario. E’ lo spirito dei tempi.
Potrete avere a disposizione un bell’edificio a tre livelli, circondato da un giardino.
E’ stato un asilo nido modello. Molte famiglie hanno fatto sacrifici per poter mandare i propri piccoli in questa struttura, pagando rette fino a 580 euro al mese. Tra i suoi pregi, l’accoglienza dei bambini dalle 7.30 alle 17.30. E, a richiesta, anche il sabato mattina. Nessuno sciopero. Chiusura solo in agosto. Un servizio unico a Venezia, che mancherà.
Che genitori, penserete, questi che lasciano i bimbi al nido così tante ore! In realtà sono genitori che lavorano, che probabilmente hanno scelto di venire vivere a Venezia e magari non hanno accanto i nonni.
Verosimilmente voi non vivrete a Venezia. Quando metterete su famiglia e faticherete a trovare, nella vostra città, un servizio di asilo nido coerente con i vostri orari di lavoro, potrete ripensare con orgoglio alla vostra alma mater che questo servizio lo garantiva in una città morente come Venezia. Fino a quando non preferì dar spazio ai ‘reali’ bisogni degli studenti: un tavolo per mangiare un panino, una stanza per studiare o riunirsi ogni tanto, un giardino. Chiedete venga lasciato almeno lo scivolo: tornare bambini per un po’ gioverà alla vostra creatività di urbanisti, architetti e designer.

I genitori degli ultimi bambini del Nido d’Ape IUAV

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