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Chiara Ferragni ”come la Madonna” su Vanity Fair: denunciata dal Codacons per blasfemia

Chiara Ferragni è stata denunciata dal Codacons per blasfemia e offesa al senso religioso. A provocare le ire dell’associazione un’immagine con l’influencer nei panni di “una moderna Madonna con bambino” che genererebbe “indignazione e raccapriccio nell’opinione pubblica e sul web”. Il fotomontaggio era apparso su Vanity Fair del 23 settembre 2020 all’interno dell’intervista di Simone […]

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Chiara Ferragni come la Madonna su Vanity Fair

Chiara Ferragni è stata denunciata dal Codacons per blasfemia e offesa al senso religioso.

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A provocare le ire dell’associazione un’immagine con l’influencer nei panni di “una moderna Madonna con bambino” che genererebbe “indignazione e raccapriccio nell’opinione pubblica e sul web”. Il fotomontaggio era apparso su Vanity Fair del 23 settembre 2020 all’interno dell’intervista di Simone Marchetti “Madre, Figlio e spirito social”.

“Presentiamo un esposto alla Procura della Repubblica e al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini – ha spiegato il Codacons – affinché intervengano su quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l’intero mondo religioso e per l’arte in genere. L’immagine che raffigura la Ferragni nei panni di una moderna Madonna con bambino dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato sfrutta la figura della Madonna e la religione a scopo commerciale, essendo noto come la Ferragni sia una vera e propria ‘macchina da soldi’ finalizzata a vendere prodotti, sponsorizzare marchi commerciali e indurre i suoi follower all’acquisto di questo o quel bene”.

L’associazione dei consumatori ha parlato di “sfruttamento indegno della figura della Madonna che ha scatenato le proteste dell’intero mondo cristiano” che potrebbe quindi “realizzare fattispecie penalmente rilevanti per blasfemia e offesa al sentimento religioso, motivo per cui l’esposto viene inviato anche a Papa Francesco affinché si pronunci contro tale squallida e inutile provocazione”.

Puntale è arrivata su Twitter la reazione di Fedez, marito della Ferragni, che ha cinguettato “Mi mancavano”.

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Il precedente a Sanremo

Non si tratta infatti del primo scontro tra i Ferragnez e il Codacons: tutto iniziò nel dicembre 2019 quando il nome della influencer fu accostato al Festival di Sanremo. L’associazione commentò: “Si tratta di una scelta sbagliata per l’azienda, che dovrebbe individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico, costituito in prevalenza da giovani. Chiara Ferragni è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network, con particolare riferimento all’utilizzo che la stessa fa su Instagram del proprio figlio, utilizzato a scopo commerciale per promuovere marchi e prodotti vari, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy”.

Il precedente con le donazioni

Il secondo round si svolse nel giugno 2020 quando Fedez fu querelato dal Codacons per “diffamazione, associazione a delinquere, violenza, calunnia e induzione a commettere reati”. Il movimento aveva giudicato “ingannevoli” le commissioni applicate da GoFundMe, la piattaforma usata dalla coppia per raccogliere donazioni per l’ospedale San Raffaele in piena emergenza-covid. Il cantante avrebbe dimostrato la trasparenza della sua campagna “diffamando l’associazione” e “scatenato i follower contro il Codacons garantendo loro la totale immunità, affermando testualmente che internet non è ‘un mezzo diffamatorio’ e che, pertanto, ‘si può dire il c**** che si vuole’, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione” come dichiarato dal presidente del movimento Carlo Rienzi.

Ad essere denunciati per diffamazione, violenza e minacce furono anche numerosi fan del rapper accusati di aver diffuso sul web “minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons individuati dalla Polizia Postale”.

Marie Jolie

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Tutti i segreti del gossip (ma non solo). Seguitemi perché tutte le indiscrezioni... le raccontano a me. marie_j@lavocedivenezia.it
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