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Che Carnevale di Venezia sarà quello del 2022? Sarà un carnevale e il suo doppio. È il caso di metterla la maschera che induce a non rinunciare a vivere il Carnevale? O è meglio lasciarla nel baule con i costumi che non hanno voglia di travestirci. Siamo già belli e pronti, tra il serio e il faceto, ‘a vedere di nascosto l’effetto che fa’ in tempi di preoccupanti varianti pandemiche. E ad assistere poi a quel che succederà a noi, alla nostra Venezia, quando la festa (ma la festa dov’è?) si farà. Pare.
No, non sarà un Carnevale virtuale come quello dell’anno scorso, la Quaresima è lontana e la nostalgia di balli con maschere e manifestazioni ‘vive’ è quasi più grande e convincente della paura dei contagi, se viene accolta da chi questa città la governa e promette, con le dovute restrizioni, va detto, che ‘la festa si fa’ con i suoi eventi e appuntamenti, che Vela sta elaborando, prevedendo i dovuti controlli e garantendo manifestazioni ‘sobrie’.
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Scopri come fare
Il Sindaco Luigi Brugnaro, stretto tra chi teme che le troppe presenze in città dal 12 Febbraio, concentrate soprattutto in Piazza San Marco diventino una fucina di contagi e chi preme perché non si interrompano le attività economiche (Aepe e Ava), già molto provate in questi due anni, che mal sopporterebbero una nuova crisi, cerca di conciliare le esigenze.
Il Capodanno 2021 non è lontano, non è ancora arrivata la Befana che già ci siamo scordati dei 30mila visitatori, turisti, che in un solo giorno, l’ultimo dell’anno, hanno infranto tutte le regole della prudenza e del buonsenso, invadendo la città. Pur provvisti di mascherine e di detergenti per le mani, non hanno assolto il diritto-dovere di evitare assembramenti.
Che fare? Come evitare la ressa se si annunciano manifestazioni ed eventi che attraggono i turisti? Provando a mettere sulla bilancia il peso delle diverse e differenti convinzioni sul Carnevale, premettiamo che molti soggetti rimandano la questione all’andamento pandemico di gennaio (pur sapendo che già si intravvede la minaccia dell’arancione), che è già qui e che molto ci ha già detto. Non è abbastanza e non convince i sostenitori della festa, che parlano di ordinamento dei flussi turistici nell’area marciana, decentrando gli arrivi e di feste in luoghi adeguati, circoscritti, pubblici e privati, dal vivo e virtuali.
C’è chi, come il consigliere Verde Progressista Gianfranco Bettin, non condivide l’idea di un Carnevale a tutti i costi, ignorando le criticità che la pandemia ci consegna e che rende incerta ogni previsione: umana ed economica. Il sociologo mette in guardia sui rischi degli assembramenti, richiamando il Capodanno e su nuovi disagi di cui non se ne sente il bisogno e che si dovrebbero evitare.
Critico anche il consigliere di Tutta la Città Insieme Giovanni Andrea Martini, che in una nota scrive: “L’aver lanciato il Carnevale a Venezia dopo che altre città importanti hanno cancellato gli eventi, rende la situazione difficile e rischiosa. Dopo l’assembramento dell’ultimo dell’anno, come si farà a gestire la folla che arriverà a Carnevale? Perché mettere a rischio ancora la salute della cittadinanza e dei visitatori? Che senso ha aver speso più di 20 milioni di euro e continuare a spendere per la Smart Control Room quando non si riesce a gestire nemmeno questo tipo di arrivi?
E quanto inutili si rivelerebbero, nella gestione dei flussi turistici, i tornelli con cui rischiamo di fare ridere il mondo?”
Il Carnevale e il suo doppio: quello in sicurezza. E il suo triplo, la misura, il buonsenso, la prudenza. Venezia è una città secolare, sa attendere il momento più giusto e adeguato per essere visitata e perfino festeggiata. La storia del Carnevale di Venezia come festa pubblica ufficiale, inizia nel 1296, quando un editto del Senato della Repubblica dichiara festivo il giorno precedente l’inizio della Quaresima.
Ne è passata di acqua sotto i ponti e Venezia non ha certo bisogno di feste a tutti i costi, lei, con la sua laguna li ha già conosciuti gli effetti della terribile pandemia, la peste, nel 1348 e nel 1575, quando morirono cinquantamila persone.
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Basta con questi toni apocalittici e catastrofisti! La variante sta provocando tantissimi positivi asintomatici, NON è vero che gli ospedali scoppiano e la situazione non è paragonabile al febbraio 2021. Se volete far fallire altre attività cancellando ANCHE il carnevale, senza dare nessun ristoro alle imprese, siete degli irresponsabili. Paragonare il COVID alla peste è semplicemente da idioti.
ahahahah povero beota bottegaio…
schei… schei.. e pal resto, noialtri ghe ndemo in c…
bravo
Buonasera.
Auspico vivamente che la REGIONE DEL VENETO responsabile del sistema di SANITÀ PUBBLICA REGIONALE intervenga per tempo con un DIVIETO che impedisca a questa nostra scellerata amministrazione locale di organizzare un Carnevale a tutti i costi che, alla luce della situazione in corso, farà DILAGARE IL CONTAGIO tra i cittadini e i turisti. Basta riempire gli ospedali che sono già allo stremo, vi prego fermatelo prima che sia troppo tardi!!!
Cordiali saluti.