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Chat GPT: “Mi spiace, tuo marito ti tradisce”: moglie divorzia dopo 12 anni di matrimonio

Affidare le proprie insicurezze ad un chatbot? Una donna lo ha fatto e la risposta che ha ricevuto è stata talmente “concreta” che ha cambiato tutto nella sua vita, reimpostandone il futuro. Ovvero, come la tecnologia si insinua anche tra le fragilità: una storia che fa riflettere. Tutto è nato come un gioco, ma come […]

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Affidare le proprie insicurezze ad un chatbot? Una donna lo ha fatto e la risposta che ha ricevuto è stata talmente “concreta” che ha cambiato tutto nella sua vita, reimpostandone il futuro. Ovvero, come la tecnologia si insinua anche tra le fragilità: una storia che fa riflettere.

Tutto è nato come un gioco, ma come molti giochi dietro nascondeva un fondo di verità e di patimento. Quando una donna sospetta il tradimento del suo uomo cerca indizi, conferme, suggerimenti, anche da chi le sta vicino. E se, sfortunatamente, vicino non ha nessuno, perché non rivolgersi all’intelligenza artificiale? Quel prompt che sembra sapere tutto perché ti risponde ogni giorno su tutti gli argomenti della sua vita, dalle ricette di cucina ai vari problemi della casa?

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Scopri come fare

Così, quando si cerca un indizio, una parola, una conferma ad un sospetto, non si sa mai da dove ti potrà arrivare. E se quell’elemento arriva da un’intelligenza artificiale? E’ accaduto in Grecia dove una donna ha deciso di divorziare dal marito dopo dodici anni di matrimonio, e lo ha fatto sulla base di una risposta ricevuta da ChatGPT, il popolare chatbot alimentato da algoritmi e reti neurali.

Tutto sarebbe iniziato per gioco. In un momento di leggerezza, forse di ironia, la donna ha chiesto all’IA di “leggere” i fondi del caffè, ispirandosi a una tendenza virale sui social.
Si può fare? Ora sì, scattando una foto e caricandola su Chat GPT.
La “caffeomanzia” o “tasseomanzia”, significa interpretare le forme e i simboli che si formano nel fondo di una tazza di caffè dopo averlo bevuto, dandone un’organizzazione divinatoria, al fine di vedere il presente o predire il futuro. E’ una pratica antica finora in mano a “cartomanti” o “chiromanti”, “sensitive” con tarocchi o meno, che affermavano di interpretare la disposizione dei residui di caffè per estrapolare informazioni sulla vita, sul lavoro e sulle relazioni di una persona. 

Cosa c’è di “sicuro”? Di “scientifico”? Niente ovviamente. Si tratta di una specie di gioco che però, se la persona sta disperatamente cercando “conferme” ad un suo problema che la inquieta, può fornire risposte che ugualmente vanno a colpire nel profondo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano greco Ekathimerini, e ripreso dall’agenzia Adnkronos, l’intelligenza artificiale avrebbe così “rivelato” alla moglie che il marito era coinvolto da tempo in una relazione extraconiugale con una donna il cui nome iniziava con la lettera “E”. Un’informazione parziale, un’indicazione sommaria, eppure alla donna è bastata per trasformare i sospetti in certezze.

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Così l’intelligenza artificiale ha provocato involontariamente l’innesco di un terremoto emotivo. Rabbia, accuse, lacrime. E infine la decisione drastica: “Non ti credo, voglio il divorzio”.

“Nel mio caffè, ChatGPT ha visto una giovane donna che intende distruggere il nostro matrimonio”, ha raccontato l’uomo, intervistato dal programma televisivo To Proino. “Io mi sono messo a ridere. Era assurdo, surreale. Ma per mia moglie era tutto vero.”

L’uomo ha spiegato che non era la prima volta che la moglie cercava risposte attraverso canali poco ortodossi: in passato si era già affidata ad astrologhe, cercando segnali di infedeltà. Ma stavolta i dubbi hanno trovato sponda nella tecnologia, con la sua presunta autorità, per definizione neutrale, che le ha detto ciò che forse lei temeva da tempo.

L’avvocato dell’uomo ha commentato prendendo una posizione netta: “Il mio cliente è innocente. Un’intelligenza artificiale non può costituire né prova né accusa. Questo caso mostra come si possano scambiare suggestioni per verità”.
E non sarà semplice “convincere” il prompt di Chat GPT per farlo venire a testimoniare in tribunale, aggiungiamo noi.

Perché tutta la vicenda fa sorridere, forse. Ma racconta anche qualcosa di molto serio: a volte la solitudine, il bisogno di relazioni, porta alcune persone a fidarsi di chi non si dovrebbe. Soprattutto quando siamo vulnerabili non dovremmo mai cercare conferme o consigli che istantaneamente abbiano accesso alle nostre paure più profonde.

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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