Cesare Colonnese intervista… se stesso

ultimo aggiornamento: 18/03/2015 ore 09:46

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D ) Sei mai triste Cesare?

R ) No, non sono triste. Mi hai fatto delle domande ed io ti ho risposto.

D ) Intendevo se sei triste come persona.


R ) Non sono sempre allegro. Sono allegro sul palco, sono allegro con le persone, perche’ la cosa piu’ bella che uno possa donare agli altri e’ il proprio sorriso.
Interiormente sono piu’ malinconico di quel che apparentemente si vede.

D ) Perche‘?

R ) Bella domanda. Perche’ la vita e’ fatta così. Da bambino, avendo un carattere allegro, ero spensierato e divertente. Ora divertente lo sono ancora, a detta degli altri, forse spensierato un po’ meno. Sono gli eventi della vita che ci cambiano.


D ) Cosa ti manca?

R ) Poche cose.

D ) i soldi?

R ) Oggi i soldi non ci sono piu’per nessuno. Una volta imparato che sono un mezzo per mangiare e campare, quando hai le tasche vuote puoi vivere anche senza di loro. Quelli senza cui non puoi vivere invece sono i tuoi affetti. Quando non hai piu’ loro allora sì che la tua vita cambia…

D ) Vuoi dire che si puo’ vivere anche senza soldi?

R ) Non ho detto questo. Ho detto che quando si ha il necessario si puo’ essere sereni senza il bisogno di avere sempre di piu’. Importante e’ avere sempre il necessario, altrimenti una soluzione la si deve trovare. Purtroppo con L’Europa unita e la nascita dell’euro i soldi non bastano mai. E’ una continua richiesta di denaro da parte di tutti: bollettini, bollettini, bollettini. Se uno non ha i soldi per pagare la sua vita diventa difficile e se non fa attenzione e non si protegge psicologicamente, lo fanno crepare.

D ) Hai un amore? Una stabilita’ affettiva?

R ) Divertente questa domanda. Puo’ suonare come un annuncio matrimoniale! I rapporti interpersonali oggi sono molto piu’ complicati di un tempo. Il mondo virtuale, l’uso spesso sproporzionato dei social ci rende distratti e incapaci di concentrarci su un unico rapporto. Questo e’ quel che ho visto io negli ultimi anni e… sinceramente, non ho voglia di fare il genitore di nessuno e nemmeno la badante. Preferisco pensare a me stesso e alle persone che mi voglion bene. Tante.

D ) Non ti piacerebbe aver avuto un figlio?

R ) I figli sono una gran bella responsabilita’. Di avere un figlio non e’ che ti puoi stancare a un certo punto della storia.
Devi essere costante per tutta la vita ed io sinceramente non me la sentirei. Apprezzo chi mette al mondo figli, chi li adotta e li fa crescere bene, con principi sani, capaci di essere obbiettivi e non di giudicare il prossimo gia’ nei primi anni di vita. Invece oggi, accade spesso che i figli vivano separazioni e divorzi e diventino le pedine di uno dei due genitori che li “usano”come arma di vendetta nei confronti del coniuge, magari infedele. Quando vedo certe cose, credimi, l’ultimo pensiero che mi viene e’ quello di essere genitore. Per il resto penso che sarei stato un bravo Babbo, ma mi vedo piu’ nelle vesti di Babbo Natale.

D ) Ci racconti di quando e’ iniziata la tua carriera artistica?

R ) Questa domanda mi piace.
La mia carriera artistica e’ nata per caso, perche’, come dicevo poco fa, evidentemente per me vi era gia’ questo disegno pronto che io non conoscevo.
E’ nato tutto spontaneamente e con la stessa spontaneita’ e’ nato l’amore che ha la gente per me, quello che ho io per loro, quel pubblico che si fa sentire vicino sempre e che mi segue a Teatro.

D ) Ho capito, ma quale e’ stato il motivo scatenante che ti ha portato sul palco?

R ) Ecco vedi… l’intervista con te mi piace per questo. Perche’ solo chi ti conosce profondamente puo’ capire che c’e’ stato un momento in cui e’ scattato qualcosa dentro di te. Per me e’ stato proprio cosi.
Avevo vissuto anni bui. Avevo affrontato dispiaceri, troppi. A un certo punto ho cominciato a pensare che la vita non poteva essere tutta così, ma che esisteva di sicuro un modo per tornare ad essere felici un po’.
Salito sul palco ho sentito quell’energia di cui avevo bisogno per vivere e da quel giorno e’ diventata la mia energia, la mia linfa vitale. Lì mi racconto, racconto di me, racconto degli altri, ironizzo, canzono innanzitutto me stesso. La gente si diverte, e’ felice.

A qualcun altro saro’ anche antipatico perche’ ho un carattere forte e non mando a dire niente a nessuno. Oppure perche’ non mi lascio dominare facilmente, faccio di testa mia e non uso tanti giri di parole. Oggi si scambia la falsita’ per diplomazia ed io della parola diplomazia faccio poco uso.
Mi piace il rispetto si, quando e’ reciproco, ma non datemi gli ipocriti perche’ non li sopporto. Quando percepisco odore di ipocrisia o di cattiveria abbandono il terreno.

D ) Ma chi scrive i tuoi spettacoli teatrali?

R ) Io! Li scrivo da solo. Parola dopo parola, frase dopo frase.

D ) Quali sono le tue aspirazioni? Cosa vorresti fare in futuro?

R ) Come molti sanno ho bazzicato un po’ per Milano anche negli studi Mediaset. Mi piacerebbe trovare il modo di esser qualche volta presente in televisione, una televisione che non sempre promuove chi e’ divertente.
Poi sono consapevole che la lingua venexiana non piace a tutti e forse in questo sono un po’ penalizzato. Pero’, puo’ anche succedere che un produttore, un regista, trovi simpatico il mio modo di pormi e mi faccia fare qualcosa di importante, perche no? In fondo ho solo 51 anni, ho una vita davanti e so’ parlare persino italiano.

D ) Il mondo dello spettacolo e’ vivace? Hai avuto belle esperienze?

R ) Vivace di sicuro. Si vivono attimi eccitanti, prima delle messe in onda, belle emozioni. Un po’ piu’ noiosi i casting, dove per lo piu’ e’ gia’ tutto un po’ stabilito.
Ancor piu’ noioso quando come e’ capitato a me, un regista ti fa andare a Roma col pretesto di volere un paio di tuoi dvd e ti promette una parte in un film che poi non farai mai. Omettiamo il resto.

D ) Ah! E a Venezia cosa ti piacerebbe fare? Non pensi ci potrebbero essere buone possibilita’?

R ) Siamo fortunati ad avere Venezia perche’ e’ la citta piu’ bella del mondo. A lei non servono interventi chirurgici, grosse modifiche. Qui potremmo fare davvero cose meravigliose.
Ahime’, pero’ le persone non si propongono, nessuno vuol tirar fuori un soldo… e ( anche se si puo’ vivere col necessario), il necessario ci vuole.
Speriamo che qualche azienda veneziana di rilievo si faccia avanti per una bella campagna pubblicitaria. La prima campagna pubblicitaria imponente con la mia faccia… sarebbe divertente, avrebbero l’esclusiva e ne faremmo delle belle!

D ) Cesare,se tu dovessi lasciare una persona che non ami piu’ come glielo diresti?

R ) Direi che la forma di amore che provavo e’ mutata. Non si dice mai a una persona: non posso stare con una persona che non amo. Altrimenti la uccidi. Ma che c’entra questa domanda?

D ) No, infatti non c’entra. E’ che anche tra noi due forse non c’e’ piu’ l’amore che vi era un tempo. Qualche volta ho pensato di dirtelo, ma poi non volevo ferirti...

R ) Ferirmi e’ difficile. Mi son fatto la corazza, mi han sempre lasciato dicendomi non posso stare con una persona che non amo.:-) Poi la nostra sopportazione e’ reciproca mio caro Cesare. Nemmeno io nutro una simpatia sfrenata verso di te, pero’ che io lo voglia o no, sei l’unica certezza che ho.

Cesare Colonnese

18/03/2015

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