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Giovedì sera a Venezia, fondamenta San Biasio. La gente in coda paziente attende di salire a bordo per visitare la maestosa Amerigo Vespucci. Improvvisamente le file della coda vengono prese da tensione e paura: “E’ avvenuto uno scontro”. Tra chi dice che ha visto e chi dice che ha sentito si racconta di un catamarano che si è scontrato contro il veliero, pacificamente ormeggiato da giorni.
La notizia a Venezia si propaga in pochi attimi. A lanciarla è la Nuova Venezia (tutti i particolari sul giornale in edicola oggi) e tutti i social la riprendono e la amplificano. La prima ricostruzione parla di una disattenzione o forse un errore di manovra.
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Attorno alle 18, il catamarano Venice Cat, imbarcazione che offre giri in laguna, era ormeggiato in Riva Sette Martiri, in corrispondenza dell’inizio di via Garibaldi, si stava preparando al tour e l’atmosfera era molto gradevole con addirittura un musicista a poppa che suonava il sax live per accogliere il pubblico. Nulla poteva far presagire l’ “incidente”.
Invece, messosi in movimento, il mezzo ha urtato la prua dell’Amerigo Vespucci. Nonostante la velocità non alta, il catamarano ha avuto danni, mentre invece nessun problema si è registrato nel prestigioso veliero. Così come nessun ferito si è registrato nell’incidente.
Il catamarano è così tornato all’ormeggio di riva Sette Martiri e oggi si valuteranno attentamente i danni. Successivamente il quotidiano veneziano ha contattato l’armatore del catamarano e la sua intervista sul fatto conclude l’articolo in edicola oggi.
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Quello pseudo catamarano è pericoloso alquanto, l’altro ieri si stava scontrando con la linea 1 che stava approdando all’Arsenale. Bisognerebbe regolamentare certe attività e controllare i requisiti degli “skipper”. In nome del turismo si lascia passare qualsiasi cosa.