Carpenedo: in pezzi lunotto di una macchina parcheggiata con una bottiglia di birra. Preso

ultimo aggiornamento: 27/08/2020 ore 12:20

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Carpenedo: in pezzi lunotto di una macchina parcheggiata con una bottiglia di birra. Preso

Ha mandato in frantumi il vetro posteriore di un’auto in sosta, apparentemente senza motivo e, secondo alcuni pareri, non sarebbe neppure la prima volta.

Ma ad incastrarlo sono state questa volta le telecamere del sistema di videosorveglianza in dotazione al Cotv della Polizia locale, che lo hanno ripreso mentre, in piena notte, stava compiendo atti vandalici contro un’auto parcheggiata nei pressi del parco Albanese, a Carpenedo.


Manette ai polsi quindi per un trentacinquenne della Sierra Leone, molto noto alle Forze dell’Ordine, già arrestato più volte dal 2017 a oggi, con accuse che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla resistenza a pubblico ufficiale, dalle percosse, molestie e disturbo alle persone, al danneggiamento aggravato, alla non ottemperanza del divieto di ingresso nel territorio comunale di Venezia.

L’uomo, verso le quattro della notte, era stato avvistato nella zona da una pattuglia della Polizia locale, che lo aveva subito riconosciuto e cominciato a tenere d’occhio, ma era riuscito a far perdere momentaneamente le sue tracce.

Gli agenti, continuando il loro giro di perlustrazione hanno però poco dopo notato che una vettura in sosta nei pressi dell’accesso al Parco, aveva il lunotto posteriore infranto da una bottiglia di birra rimasta sulla cappelliera del veicolo.


Essendo la zona monitorata dal sistema di sorveglianza la pattuglia ha chiesto al Cotv di fornire una descrizione dell’autore del gesto, oltre al preciso orario di quando il fatto era avvenuto. Nel contempo gli agenti hanno anche contattato il proprietario del veicolo danneggiato, che ha sporto denuncia.

Poco dopo la pattuglia, entrata nel Parco, ha trovato il trentacinquenne che dormiva tranquillamente a pochi metri dal luogo del reato, constatando che gli indumenti da lui indossati, la sua corporatura e le altre caratteristiche fisiche coincidevano con quelle della persona ripresa dalle telecamere di videosorveglianza.

L’uomo è stato così arrestato e sottoposto questa mattina a giudizio per direttissima: è stato condannato a nove mesi di carcere, con divieto di dimora nel territorio comunale di Venezia.

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