Verona, detenuti gestivano spaccio dal carcere grazie a telefonini introdotti dall’infermiera

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Carcere di Montorio: avevano intenzione di introdurre droga e micro telefonini per i detenuti del carcere di Verona ma in tre sono stati intercettati ed arrestati.

Il Nucleo investigativo regionale del Triveneto e il personale del reparti di Polizia penitenziaria di Padova e Verona, coordinati dal Nic (Nucleo investigativo centrale), hanno scoperto un traffico di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari.

Tre arrestati in flagranza di reato, dovranno ora rispondere di vari reati essendo state trovate in possesso di circa quattro etti di hashish.

La Procura della Repubblica ha emesso decreti di perquisizione personale e locale nei confronti di sette persone, tre delle quali detenute a Verona e hanno coinvolto oltre 25 unità del Corpo provenienti dai reparti di Padova e Verona, comprese unità del nucleo cinofili della Polizia penitenziaria.

Le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, hanno rivelato diversi micro cellulari pronti a essere introdotti in carcere. Perquisizioni anche nel carcere di Verona, dove un detenuto è stato trovato in possesso di un micro telefono, grazie al quale era in grado di gestire attività di spaccio sia all’interno che all’esterno dell’istituto penitenziario.

Un’infermiera del carcere, secondo le prime ricostruzioni, aveva un ruolo cruciale nell’introduzione dei telefoni cellulari nella struttura detentiva.

L’infermiera si trova ora sospesa con interdizione all’ingresso all’interno del carcere.

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