Calcioscommesse, Conte: fate presto! Chiesto rito abbreviato

ultimo aggiornamento: 19/02/2016 ore 06:06

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Calcioscommesse, Conte: fate presto! Chiesto rito abbreviato

Antonio Conte vuole uscire dalla brutta storia del calcioscommesse che lo vede imputato per frode sportiva in relazione ad AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio del 2011 al più presto. E per questo i suoi legali, Francesco Arata e Leonardo Cammarata, hanno ben presente la soluzione del rito abbreviato tanto che l’allenatore ha dato loro la procura speciale per poterlo chiedere: comporterebbe una sentenza in tempi più brevi, allo stato degli atti, senza quindi ulteriore attività istruttoria e, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena. Prima di rendere definitiva la scelta, bisognerà attendere che il gup Pierpaolo Beluzzi decida sulle annunciate eccezioni di incompetenza territoriale che vorrebbero spostare altrove il procedimento (Bologna la più gettonata, dove nasce la presunta associazione a delinquere in cui rientra l’ex bomber della Nazionale, Beppe Signori).

“Conte è sereno ma vuole uscire in fretta da questa vicenda che gli ha già causato gravi danni e uno di questi è già il processo stesso”, commentato i legali a margine della prima udienza preliminare davanti al gup in un tribunale ‘blindato’ dalle forze dell’ordine che hanno chiuso le vie di accesso all’edificio quasi si trattasse di un “processo per terrorismo”, ironizza qualche avvocato.

Conte, il suo vice anche ai tempi del Siena, Angelo Alessio e l’ex allenatore dell’Atalanta, ora all’Udinese, Stefano Colantuono, ricevono comunque oggi una buona notizia che viene dalla Federazione italiana gioco calcio : ha deciso di costituirsi parte civile contro tutti gli imputati e non invece contro loro tre. A quanto si è saputo, la decisione deriva dal fatto che ai tre viene contestato un comportamento omissivo e non un concorso nel reato di frode sportiva del quale devono rispondere.

Conte e Alessio, tra le altre cose, per questa vicenda sono già stati esaminati e sanzionati dalla Giustizia sportiva. “No comment”, taglia corto il procuratore Roberto Di Martino alla richiesta di
chiarimenti.

‘Dribbling’, invece, dell’Atalanta che si costituisce parte civile contro l’ex capitano della Dea, Cristiano Doni, accusato di associazione a delinquere e che ha ammesso alcune combine (“per il bene della squadra”, aveva precisato), contro Guido Marilungo, che pure è ancora sotto contratto, accusato di frode sportiva e non invece contro Colantuono, anch’egli accusato di frode. Delle costituzioni di parte civile si discuterà nelle prossime udienze, comprese delle richieste improbabili di un gruppo che si chiama ‘Amici di Giovanni e Umberto Agnelli’ e un’associazione nata per tutelare la passione nello sport.

Le richieste di patteggiamento avanzate sono state una quindicina, e tutte presentate da imputati minori: vi sono alcuni del gruppo degli scommettitori cosiddetti ‘zingari’ e l’ex calciatore dell’Ascoli, Vittorio Micolucci (“ha anche subito minacce in questi anni”, ha detto il suo legale).

Marco Paoloni, colui che, suo malgrado, ha scatenato il pandemonio del calcioscommesse, oggi era in aula ed ha detto ai cronisti: “Non sono il mostro che è stato dipinto”. “Da cinque anni non vivo più – ha proseguito -. E’ vero che all’epoca scommettevo, ma non ho messo il calmante nelle borracce dei miei ex compagni”. Il riferimento è all’incontro da cui nacque l’inchiesta del calcioscommesse: Cremonese-Paganese del 2010. La somministrazione di calmante fu attribuita a Paoloni il quale ha però sempre negato di averlo fatto.

Nel frattempo, un giornalista sportivo, Dario Nicolini, ha pubblicato un e-book dal titolo significativo: ‘Ingiustizia Sportiva – Lo Strano Caso del Dr. Palazzi e Mr. Conte’, che raccoglie alcune testimonianze anche su Bari-Chievo, ultima partita del campionato di Serie B 2007-2008, nella quale i giocatori del Bari avrebbero ricevuto l’ordine di scuderia di pareggiare con gli avversari, un 2-2 che avrebbe falsato il risultato finale della competizione, strappando al Bologna il primo posto.
Vincenzo Santoruvo e Massimo Ganci, che militavano nella squadra pugliese chiamano in causa Antonio Matarrese e nel libro ci sono anche altri riferimenti a Conte. Fuori tempo limite, però, almeno sembra, per l’inchiesta cremonese.

Roberto Dal Maschio
18/02/2016

(cod calcioscomme)

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