Calciomercato di gennaio: perché l’Hellas Verona si deve accontentare?

ultima modifica: 08/01/2020 ore 12:08

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Calciomercato di gennaio: perché l’Hellas Verona si deve accontentare?

Verona che vince a Ferrara con la Spal e 22 punti che non vogliono ancora dire salvezza, però, sono un grande passo avanti.

L’Hellas di Juric è una bella realtà di questa stagione che, può ambire a un campionato di metà classifica. Voglio essere sincero, sperare e credere a qualcosa di più è assurdo; per l’Europa ci sono formazioni molto più attrezzate.

Ora arriva il calciomercato, quello comunemente chiamato di “riparazione” e come ha detto il mister di Spalato, se si vende bisogna investire.

Ecco, questa deve essere la parola di Maurizio Setti se vuole davvero consolidare i Gialloblù nella massima serie.

Assodato che Amrabat e Rahmani partiranno a giugno, sacrificare altri sarebbe follia.

Che società medio piccola come l’Hellas venda è comprensibile, anche se non si capiscono certe cifre che girano.

I quaranta milioni Kulusevski per mezzo campionato buono e “solamente” trenta per i due giocatori scaligeri, rispettivamente miglior centrocampista e difensore del campionato sono una cosa assurda.

Cosa decide il prezzo di un giocatore? Vogliamo davvero credere che dipenda solo dalle sue prestazioni, o dietro vi è molto di più?

Perché una società dovrebbe accettare le prime offerte, quando c’è ancora un campionato da finire dopo cui, si scatenerebbe un’asta? Perché l’Hellas Verona si deve accontentare?

Negli anni sono stati venduti emeriti bidoni a prezzi stratosferici. Non ultimo il tanto decantato Piatek e il fenomeno Paquetà, due giocatori esaltati per una stagione decente ed ora sul piede di partenza da una società disperata che non vede l’ora di liberarsene.

Preziosi evidentemente sa cosa vuol dire vendere, a Verona no. Già dai tempi di Jorginho ci si accontentò di una decina di milioni, e di far partire il giocatore a gennaio. In piena corsa europea.

La salvezza non è ancora conquistata, evitare cali di tensione è fondamentale ma con quale stato d’animo possono giocare i promessi sposi ad altri clubs?

Sono professionisti certo, ma anche esseri umani e non sia mai che possano tirare indietro la gamba.

Il mercato invernale non dovrebbe esistere, si tratta di un inutile distrazione che raramente conduce a sconvolgimenti di classifica. Una società dovrebbe finire così come ha cominciato, secondo la programmazione estiva.

Vedo il cambio di casacca dei giocatori a metà torneo, un po’ come quello dei politici durante il mandato.

Oggi lotto per te, domani per lui, è da sempre così e lo so, nulla potrà cambiare.

Quello che è definito lo sport più bello del mondo, è in realtà schiavo del denaro e delle Tv.

La stessa Var, invocata per anni dal compianto Biscardi, rischia di essere un’arma a doppio taglio; tempi biblici per le decisioni arbitrali e recuperi infiniti. Oramai le partite si concludono al novantottesimo minuto

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