Botte a madre e fratellino per anni, arresto a Spinea per violenze in famiglia

ultimo aggiornamento: 22/01/2020 ore 00:26

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Botte a madre e fratellino, un uomo di 30 anni è stato arrestato a Spinea dai carabinieri dopo anni di vessazioni in famiglia. Calci e pugni, ma anche lancio di oggetti: le due vittime venivano offese, minacciate di morte e picchiate, fino ad avere avuto il viso gonfio e in alcuni casi tumefatto. Alla base di tutto c’era l’uso della droga.

P.A., 30 anni, residenti del Comune, è stato accusato di comportamenti violenti e vessatori nei confronti della madre sin dal 2016 e lunedì pomeriggio i militari della Stazione di Spinea l’hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare personale, per il reato di maltrattamenti aggravati e lesioni personali dolose aggravate, commesse nei confronti di familiari.

La madre veniva spesso umiliata, percossa e minacciata di morte dal figlio.


La stessa grave condotta il trentenne l’aveva anche con il fratello più giovane, alle soglie della maggiore età. Il minore non si fidava mai di lasciare la madre da sola in casa con il fratello più grande, per cercare di difenderla dalle ire dell’esagitato.

La violenza era dettata dall’uso di sostanze stupefacenti, tanto che l’unico periodo di pace per la donna e il figlio minore era stato nei mesi in cui l’uomo aveva intrapreso un periodo di disintossicazione in comunità.

Una volta rientrato tra le mura domestiche però, erano riprese le minacce di morte, condite da violenze: percosse anche gravi, con conseguenti lesioni e varie settimane di prognosi.


L’uomo sfogava la propria irrequietezza anche con il lancio di oggetti che trovava in casa, compresi coltelli e le frecce con l’arco, distruggendo mobili e soprammobili.

L’intervento dei Carabinieri è il culmine di un’indagine fulminea, applicando il “codice rosso” in tema di violenza domestica dopo la la denuncia delle due vittime nei giorni delle feste di Natale. Da qui i primi riscontri investigativi che hanno messo la parola fine ad una storia che si protraeva, purtroppo, da anni, nella vana speranza che potesse migliorare.

Le indagini dei Carabinieri infatti, hanno evidenziato che madre e fratello minore dell’uomo, almeno da fine 2016 venivano quotidianamente offesi e minacciati, nonché picchiati tanto da essere più volte ridotti con il viso gonfio e tumefatto.

E alla fine non ce l’hanno più fatta.

Terribile il quadro refertato dagli uomini dell’Arma, una storia di violenze divenute insostenibili, di paura, con centinaia di episodi sfociati in violenza e minaccia di morte.

Oltre ai calci e pugni sferrati senza motivo infatti, il violento era solito spaccare tutto ciò che trovava davanti, come i mobili. Rottura di porte e pensili della cucina, ma anche vetrate, piatti, bicchieri, tutto quello che capitava a tiro. Il trentenne era incapace di autocontrollo.

L’unica pausa avuta in questo periodo di paura è stato il periodo di pochi mesi nel corso dei quali l’uomo aveva accettato di sottoporsi ad una terapia di recupero dalla tossicodipendenza, ma poi tutto è tornato come prima e per tutto il 2019 questa soluzione è stata categoricamente rifiutata, portando ad uno stato di costrizione e ad un vero e proprio terrore domestico, sfociato nella presentazione della denuncia del fratello ai carabinieri.

L’indagine ha ricostruito anni di violenze con episodi e precisi riscontri, ma sono innumerevoli i fatti e le condotte riportate dall’uomo. L’Autorità Giudiziaria ha infine emesso il provvedimento restrittivo nei confronti di P.A, eseguito lunedì dai militari della Stazione di Spinea.

L’uomo, dopo le incombenze di rito, è stato accompagnato in carcere a Venezia in “codice rosso” per maltrattamenti in famiglia, aggravati poiché commessi alla presenza e contro un minore nonché per lesioni personali dolose, anche queste aggravate.

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