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Borseggiatrice picchiata con calci e pugni, al punto che uomini presenti si sono intromessi per fermare il pestaggio. Chiazze di sangue rimangono per terra a testimonianza del fatto violento avvenuto davanti agli occhi dei viaggiatori della metro B.
A Roma Termini, oggetto di tanta violenza è una donna di 39 anni. E’ incinta all’ottavo mese di gravidanza che alla fine resterà a terra accasciata (nella foto). A meditare sulla realtà delle dinamiche di questo mondo di borseggiatori: a picchiarla sono stati i suoi compagni di ruberie, i suoi “colleghi”.
Sono da poco passate le 17 quando si sente gente urlare. Sono i viaggiatori involontariamente costretti ad assistere al pestaggio. Vedono la donna cercare di alzarsi da terra e venire colpita di nuovo. E i presenti riferiscono la dinamica: la borseggiatrice picchiata è stata colpita da una ritorsione perché non aveva raccolto abbastanza soldi con i borseggi e le colleghe che per prime l’hanno aggredita sono quelle che dovevano alzare la loro quota di furti per arrivare alla cifra totale attesa dagli aguzzini che le controllano. A quel punto la donna, incautamente, aveva gridato: «Sono incinta, non voglio più rubare, non ce la faccio più».
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Scopri come fare
In un attimo sono arrivati i suoi “protettori” che si sono uniti alla lite. Gli uomini si sono aggiunti alle altre borseggiatrici per “darle una lezione”, e saranno proprio loro a colpirla con più violenza mentre le “colleghe” continuavano a sputarle addosso. Qualcuno chiama la polizia, qualcun altro si mette in mezzo e “salva” la poveretta. Arriverà un’autoambulanza che porterà la donna incinta a sirene spiegate al Policlinico Umberto I. Le telecamere di “Welcome to Favelas” hanno ripreso tutto.
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Immagino la scena: una borseggiatrice incinta, circondata dai suoi colleghi (che, per inciso, sono probabilmente i peggiori compagni di squadra di sempre), picchiata a sangue. E tutto questo accade in piena luce del giorno, con viaggiatori sconvolti che assistono impotenti. Ma non temete, perché gli uomini presenti si sono sentiti in dovere di intervenire. Sì, proprio loro, i cavalieri in armatura scassata, che hanno deciso di mettere fine a questa epica rissa tra borseggiatori.
E cosa ha scatenato tutto questo? La borseggiatrice incinta ha osato dire: «Sono incinta, non voglio più rubare, non ce la faccio più». Ah, la dolce ironia della vita! I suoi colleghi (che, ricordiamolo, sono dei veri gentiluomini) hanno deciso di darle una lezione di vita. E come? Con calci e pugni, ovviamente!
Ma non finisce qui! Gli uomini protettori (che probabilmente hanno frequentato la stessa scuola di gentilezza dei colleghi) si sono uniti alla festa. Hanno pensato: «Ehi, perché non picchiarla anche noi?» Quindi, con grande entusiasmo, hanno dato il loro contributo. Nel frattempo, le colleghe continuavano a sputarle addosso. Che bella atmosfera di squadra!
Fortunatamente, qualcuno ha chiamato la polizia. E, come in ogni buon film d’azione, qualcun altro si è messo in mezzo per salvare la poveretta. Ecco, ora immaginate l’arrivo dell’autoambulanza, sirene spiegate, mentre la borseggiatrice incinta viene portata via. Applausi a scena aperta!
E tutto questo è stato immortalato dalle telecamere di “Welcome to Favelas”. Non vedo l’ora che esca il DVD con il commento audio dei borseggiatori: «Ecco il momento in cui ho dato il mio miglior calcio!» o «Guardate come ho sputato con stile!».
Insomma, un giorno nella vita di una borseggiatrice. Chissà, forse dovrebbero fare un reality show su di loro. Titolo suggerito: “Borseggiatori: la vera famiglia che ruba insieme, resta insieme”.
Picchiata perche’ aveva rubato troppo poco secondo i loro capi, non perche’ non voleva piu’ rubare.
Quella gente non rinuncia alla propria vita. Mettiamo i puntini sulle “i”