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“Stop Borseggi e sfruttamento dei minori”, e anche in inglese: “Stop Pickpockets and Children’s exploitation”. I motti sulle magliette affiancano l’ormai noto messaggio nostrano: “Ocio al Tacuin” e sono il grido di battaglia del gruppo “Cittadini non Distratti” che da anni si batte contro la piaga dei borseggiatori e delle borseggiatrici a Venezia.
Un grido che si sta gradatamente affievolendo: “Non vogliamo far polemica con nessuno, non rivolgiamo critiche a nessuno, però la realtà delle cose è che siamo sempre più soli e abbandonati a noi stessi”.
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Scopri come fare
Il gruppo che si batte contro i borseggi è composto da volontari: “Purtroppo in molti hanno abbandonato per un senso di avvilimento che ti assale quando vedi che le cose non migliorano, anzi…”. “Pensate ai turisti, ad una famiglia che arriva a Venezia che si accorge che non ha più il portafoglio con il denaro, le carte di credito, magari i documenti. Succede decine di volte al giorno, forse centinaia, che biglietto da visita stiamo offrendo della città?”
E i ladri la fanno quasi sempre franca. Uno degli ultimi episodi un paio di giorni fa: “Ne riconosco una che sta per ‘alleggerire’ una signora all’interno di un gruppo di turisti giapponesi. Grido “Signora attenta!” e infatti la donna si accorge di non avere più il portafoglio. Tutto il gruppo accerchia la zingarella che, vista la mal parata, tira fuori il portafoglio dal suo zainetto e lo restituisce di sua iniziativa alla turista”.
“Perdono, perdono… non lo faccio più…”. “A quel punto chiamiamo le forze dell’ordine che però non hanno pattuglie disponibili in quel momento, così il gruppo di giapponesi, dopo una consistente attesa, decide alla fine di lasciarla andare per poter proseguire la visita in città”.
“Il giorno dopo l’ho incontrata di nuovo ‘all’opera’ e mi ha salutato”.
I “Cittadini non Distratti” nascono una trentina di anni fa ed erano in molti, ma una buona parte di loro ha abbandonato per la delusione che, alla fine, nulla cambia: “Noi possiamo solo avvisare le forze dell’ordine, ma esse molto spesso non possono intervenire tempestivamente perché con le risorse a disposizione devono pattugliare e fare interventi su tutto il territorio”.
“E anche se si riesce ad arrivare alla denuncia, il giorno dopo ritrovi gli stessi soggetti, che ti salutano pure, ti prendono per il sedere… ma per questo ci vorrebbe una revisione generale delle leggi”.
Cosa chiede la squadra di volontari anti-borseggi?
“Adeguata cartellonistica che metta in preallarme chi arriva in città, avvisi sonori a bordo dei mezzi tra una fermata e l’altra come avviene in molte altre parti del mondo. E infine, ma più importante, una squadra interforze specifica contro borseggiatori e borseggiatrici delle forze dell’ordine fissa sul territorio”.
“Solo così si darebbe un senso all’opera di prevenzione che stiamo attuando, altrimenti temiamo che si stia arrivando all’esaurimento del nostro “servizio”.
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