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Blitz in campi nomadi. Sostituto procuratore: “Metodi da criminalità organizzata”

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Blitz in campi nomadi. Sostituto procuratore: "Metodi da criminalità organizzata"

Blitz in campi nomadi questa mattina all’alba. “Metodi da criminalità organizzata per controllare il territorio”. Così il sostituto procuratore di Piacenza Matteo Centini ha sottolineato lo spessore criminale della banda di sinti di origine veneta, tutti imparentati, che è stata sgominata nel blitz dei carabinieri del comando provinciale di Piacenza questa mattina all’alba.

La maxi operazione dei carabinieri è stata attuata all’alba a Piacenza e provincia. Si stratta di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Piacenza che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 34 persone residenti per lo più del campo nomadi della città e della provincia – sinti di origine veneta – ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, furti in abitazione, estorsione, truffa, ricettazione, riciclaggio, utilizzo fraudolento dei mezzi elettronici di pagamento, detenzione e porto abusivo di armi nonché detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tipo cocaina. L’operazione ha visto l’impiego di cento carabinieri di unità specializzate e anche di un elicottero.

L’indagine – spiegano i carabinieri di Piacenza – ha permesso di ricostruire il sistema con cui il gruppo criminale gestiva una florida attività dedita ai furti in abitazione, truffe ed estorsioni soprattutto ai danni di persone anziane, nonché presso cascine e aziende, e la successiva monetizzazione della refurtiva anche attraverso il canale dello smaltimento illecito di rifiuti ferrosi, avvalendosi di compiacenti ditte di trattamento dei rifiuti della Provincia.

Ulteriori sei provvedimenti cautelari sono stati eseguiti sempre nella provincia da parte dei Carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda nei confronti di altrettante persone facenti parte di un sodalizio criminale dedito ai furti di capi e accessori di abbigliamento griffati, perpetrati all’interno di una importante azienda di logistica nella quale alcuni di loro erano impiegati.

Nel corso dell’attività investigativa è stata sequestrata merce per un valore di 600 mila euro.

I particolari dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa oggi alle 14 in Procura a Piacenza.

Le 34 le misure cautelari sono state eseguite con anche l’impiego di un elicottero e di un centinaio di militari che hanno fatto irruzione e perquisito i campi nomadi a Piacenza e Caorso,
sulla strada per Cremona, trovando parecchia refurtiva.

Tra i fatti segnalati, l’irruzione del capo carismatico della banda, un 52enne, nel municipio di Caorso per minacciare il sindaco reo, a suo dire, di impedirgli di rubare materiale ferroso nella discarica comunale. Quello del ferro, che rubavano anche nelle aziende, era infatti un business molto redditizio per la banda, e se ne occupavano gli uomini.

In manette anche molte donne, che invece si dedicavano ai furti nelle abitazioni e alle truffe agli anziani. Tutto il bottino veniva poi portato al cospetto del capo il quale poi attivava i vari canali di ricettatori specializzati.

(foto di repertorio)

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