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Blitz dei Carabinieri tra i borseggiatori, arrestati anche due veneziani: giallo a Venezia

Giallo a Venezia. Per il momento senza risposte o conferme ufficiali ma di cui nelle prossime ore si saprà sicuramente di più. Tutto nasce da un’operazione a contrasto dei borseggiatori che ha visto decine di militari in borghese mescolarsi alla folla di visitatori e turisti di queste ore. Alla sera, due parole sfuggono sul resoconto […]

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Giallo a Venezia. Per il momento senza risposte o conferme ufficiali ma di cui nelle prossime ore si saprà sicuramente di più. Tutto nasce da un’operazione a contrasto dei borseggiatori che ha visto decine di militari in borghese mescolarsi alla folla di visitatori e turisti di queste ore. Alla sera, due parole sfuggono sul resoconto della giornata: fermati anche due veneziani titolari di una tabaccheria. Cosa è successo?

Un’ipotesi racconta che i borseggiatori siano stati seguiti e poi fermati all’interno della tabaccheria e che non si trovassero lì per acquistare sigarette, bensì per effettuare operazioni con bancomat e carte di credito rubate, dunque per trarre profitto, a loro volta, dai borseggi con la complicità dei ladri. Da sottolineare che si tratta di un’ipotesi, raccolta da indiscrezioni, in assenza da note o dichiarazioni ufficiali. Il sospetto, però, è grave.

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Secondo la ricostruzione, quando i Carabinieri si sono identificati le persone all’interno della tabaccheria stavano utilizzando diverse carte di credito e bancomat rubati appartenenti a persone diverse. I militari avrebbero dunque proceduto al “fermo” e portato via tutti compresi i titolari della tabaccheria che è stata chiusa e posta sotto sequestro.

Tutto sarebbe nato dall’iniziativa di due carabinieri in servizio contro i borseggiatori. Ieri mattina i militari ne hanno avvistati due all’opera e hanno deciso di continuare a seguirli anche dopo il furto. La scoperta è avvenuta quando i due ladri si sono infilati in una tabaccheria che si trova tra San marco e Rialto. I militari avrebbero osservato una serie di anomalie nei titolari. L’impressione avuta è che i commercianti conoscessero chi avevano davanti che ha tirato fuori bancomat e carte di credito rubate. A quel punto i militari “congelano” tutto e fanno intervenire i colleghi della scientifica esperti sui reati con strumenti elettronici.

Le bocche degli inquirenti sono più che cucite, dunque in questo momento esiste solo l’ipotesi di una presunta complicità fra ladri e titolare dell’esercizio, anche se i sigilli della Procura all’esterno del locale chiuso e posto sotto sequestro qualche conferma la danno.

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