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VENEZIA. Bigliettai rubavano vendendo biglietti ACTV

Bigliettai di Venezia rubavano vendendo biglietti ACTV, una vicenda che sta facendo molto scalpore in queste ore. La notizia è apparsa su “La Nuova Venezia” e riguarda un gruppo di addetti alle biglietterie ACTV. I dipendenti, con abili stratagemmi, si intascavano soldi di biglietti venduti, oppure chiesti in più a ignari turisti. E’ stato accertato che […]

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Bigliettai di Venezia rubavano vendendo biglietti ACTV, una vicenda che sta facendo molto scalpore in queste ore. La notizia è apparsa su “La Nuova Venezia” e riguarda un gruppo di addetti alle biglietterie ACTV. I dipendenti, con abili stratagemmi, si intascavano soldi di biglietti venduti, oppure chiesti in più a ignari turisti.
E’ stato accertato che la faccenda andava avanti da mesi e le somme sottratte sarebbero stimate in 200.000 euro.

La cifra potrebbe essere addirittura più alta visto che la stima parte dal momento in cui anomalie diventano rilevanti.
“E’ inoltre enorme il danno creato alla nostra immagine di “azienda pubblica” e della città  tutta. I consueti commenti sommari e qualunquistici che capita già  di sentire sono “..i soliti italiani..”.
Al momento sarebbero sette le persone inquisite.

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Scopri come fare

L’ultimo, un marinaio addetto alla vendita a bordo che aveva l’abitudine di tenere per sé parte dei soldi incassati, è stato sospeso dal servizio proprio mentre stava per cominciare il turno.
Gli altri sei erano stati fermati e trattenuti dai carabinieri il giorno prima, ma per loro non è scattato l’arresto immediato in quanto il pm di turno, dott. Tavernesi, non ha ritenuto che vi fosse flagranza di reato.

Il fatto che fossero stati fermati con centinaia e migliaia di euro provenienti da illeciti compiuti con i biglietti durante un solo turno, come dimostrano filmati di telecamere nascoste, non è stata ritenuta prova di flagranza e quindi non è scattato l’arresto notturno.
Oltre al denaro nelle tasche dei fermati, durante la perquisizione sono state ritrovate somme nelle abitazioni degli interessati per un totale di 18.000 euro in contanti.

Da quanto è stato reso noto finora, erano estremamente semplici i “giochetti” con cui i denari venivano distratti.
Ad esempio c’era chi, addetto alle biglietterie di Piazzale Roma, rilasciava ai turisti biglietti da 2 euro chiedendo il pagamento di 6,50.

Oppure capitava spesso che ignari foresti prendessero il vaporetto chiedendo il biglietto salendo a bordo.
Qui, oltre al giochetto della soprattassa, c’era anche la possibilità  di proporre due tariffe: 10 euro “in parola”, oppure 13 con “ricevuta” (il titolo di viaggio, il biglietto insomma).

Proprio alcune di queste segnalazioni giunte all’Azienda da parte di stranieri a cui erano rimasti scrupoli per questa modalità  anche dopo rientrati in patria, hanno fatto partire le indagini.
Oltre al fatto che, ad esempio, in certe biglietterie (come quella di un sempre affollato pontile di Murano) gli incassi erano costantemente inferiori alle medie quando in servizio c’era sempre la stessa persona.

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Tanto ha allertato la direzione di ACTV.
I dirigenti dell’Azienda hanno così deciso di dare incarico ad un’agenzia di investigazione privata di svolgere indagini dall’esterno nel pieno anonimato.

L’Agenzia “Templar” per mesi ha raccolto prove con i metodi più svariati (è capitato anche a loro di acquistare un biglietto da 2 euro pagandolo 6,50).
Alla fine, quando proprio non c’erano più dubbi, è scattata la denuncia ai carabinieri.

Truffa aggravata e peculato, in un procedimento in cui ACTV si costituirà  naturalmente parte civile.

Come detto, è impossibile ipotizzare quanto tempo fa siano cominciate davvero le appropriazioni indebite, specialmente se cominciate con piccole cifre, e soprattutto quante persone realmente abbiano avuto questo, o altro illecito, tipo di comportamento.

D’altronde, riesce davvero difficile credere che, ad esempio, in una biglietteria come quella di Piazzale Roma attorno cui gravitano decine di dipendenti ACTV, una sola persona durante il suo turno di servizio riesca a mettere in atto il suo piano per dei mesi con dei profitti per decine di migliaia di euro, senza che altri colleghi non notino niente.

E’ parere diffuso che vi sia la concreta possibilità  che se qualcuno assume di collaborare, la macchia possa allargarsi.

Dal punto di vista dei compratori, invece, nessuno si era accorto di nulla. D’altra parte, alzi la mano chi ci ha capito qualcosa delle scritte e dei tasti di IMOB. Figurarsi se possono dei viaggiatori che arrivano a Venezia per pochi giorni.

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