Biennale con aperture straordinarie del Padiglione Venezia per dare voce agli artisti

ultimo aggiornamento: 24/07/2020 ore 18:54

160

Biennale con aperture straordinarie del Padiglione Venezia per dare voce agli artisti

Biennale rinviata? Biennale riaperta. Nonostante il posticipo al 2021 della Mostra Internazionale d’Architettura il Comune di Venezia non ha voluto rinunciare al proprio Padiglione Venezia nei Giardini, dando voce e spazio gratuitamente alle realtà culturali che negli ultimi mesi hanno attraversato una profonda crisi.

Si chiameranno “Aperture Straordinarie” quelle in cui dal 29 agosto al 31 dicembre il Padiglione non accoglierà installazioni e opere d’arte, ma privilegerà, invece, la presenza e le riflessioni di ospiti illustri, invitati a condividere visioni e aspettative sul futuro della cultura.


Un programma di appuntamenti speciali scandito in 13 weekend, preceduti durante la settimana da eventi introduttivi, all’insegna dello scambio e del confronto tra professionalità e generazioni diverse, con l’obiettivo di identificare un sapere e un vivere nuovo, dettato dal mutamento che la nostra società ha inevitabilmente subito in questi mesi.
L’interno del Padiglione prevede l’allestimento di l’allestimento di una sorta di salotto con poltroncine e tavolini pensati per l’occasione dagli artigiani locali

Un’iniziativa voluta dal Sindaco Luigi Brugnaro per tenere, in qualche modo, vivi gli spazi della Biennale. “Dopo lo spostamento della Biennale Architettura abbiamo ritenuto che fosse indispensabile mantenere vivi gli spazi dei Giardini in qualche modo – spiega il Sindaco – Questo format che porterà a Venezia personaggi di spicco del cinema, dell’arte, dell’architettura, del design, dell’editoria, del teatro, della nautica, della musica, della filosofia e dell’imprenditoria, è un esperimento unico che riaccenderà i riflettori sul Padiglione Venezia. E per questo voglio ringraziare la curatrice Giovanna Zabotti e tutti coloro che hanno lavorato in queste settimane a questo progetto”.

“Si tratta di un ponte virtuale con la Biennale del prossimo anno – aggiunge la curatrice Giovanna Zabotti,– Il Padiglione Venezia si riprende il suo ruolo di collante tra le diverse realtà artigianali, artistiche e culturali del Paese. Un’opportunità per immaginare e plasmare un mondo diverso e per invitare i giovani a credere in questo futuro prossimo, apparentemente così incerto. Siamo partiti dall’idea di non esporre opere ma dare esclusivamente visibilità e voce agli artisti, affacciandosi al loro mondo. Uno studio di design ha immaginato poi una grafica, una combinazione di segni che richiamano le finestre del Padiglione e li ha concretizzati in un tessuto prodotto da un’azienda del territorio. In un certo senso, attraverso la voce di queste persone vogliamo trasmettere ai giovani l’idea che sia comunque sempre possibile ipotizzare e plasmare un mondo nuovo e invitarli a credere in un futuro prossimo, diverso da quello che ci saremmo aspettati ma non per questo meno ricco di opportunità”.


Il progetto è organizzato in collaborazione con l’architetto Michele De Lucchi e Marilisa Capuano, ideatrice di eventi culturali e con la speciale collaborazione del cineasta artista Ferzan Özpetek. Un ringraziamento va a Matteo Gobbo Trioli, Simone Ciarmoli e Miguel Queda. Nelle prossime settimane verrà reso noto l’elenco degli ospiti e il programma delle serate che saranno su prenotazione obbligatoria.

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ Mose e Acqua alta a Venezia
➔ Pensioni, le novità
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Please enter your comment!
Please enter your name here