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b&b abusivi a Venezia? Tra poco saranno tempi duri per loro. Quella che è una piaga per la città, per il sommerso non registrato che impedisce di tarare efficacemente i servizi, per il mancato gettito fiscale, per l’arricchimento illegalmente provocato ai danni della concorrenza, potrebbe finire grazie agli sviluppi dell’informatizzazione dei controlli della Guardia di Finanza.
“Dogale”, nome appropriato che ricorda il governo della Repubblica di Venezia, è il nuovo software che promette di stanare le attività ricettive abusive a Venezia.
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Scopri come fare
Si tratta di un programma informatico che, praticamente in tempo reale, riuscirà ad identificare locazioni turistiche, affittacamere e b&b abusivi, potenzialmente abusivi, o con qualche irregolarità.
Il software è stato messo a punto dal maggiore Aurora Restivo, del Nucleo polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia.
Venezia sarò scandagliata attraverso l’incrocio di informazioni tra banche dati e il programma riuscirà a valutare i posti letto prenotabili online per sentenziare se hanno tutte le “carte in regola”.
“Il software ‘non fa risultato’ – ha spiegato il generale Giovanni Salerno, comandante provinciale della Gdf veneziana – ma può indicare strutture pubblicizzate online che non risultano nei database. Questo può significare tante cose ed è solo un punto di partenza. Un soggetto potrebbe anche essere online, nell’elenco comunale, ma avere un profilo reddituale incoerente con il numero di recensioni ricevute”.
Sono tanti i profili da sondare, di molteplici aspetti, e le premesse sono tutte molto positive, tanto da far dire al comandante della polizia locale, Marco Agostini: “Con questo sistema emergono anche le situazioni più a rischio. Questa è la vera novità”.
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