Baretta presenta la squadra: «Governiamo insieme»

ultimo aggiornamento: 02/08/2020 ore 20:51

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«Non basta amministrare la quotidianità, serve una gestione programmatica strategica»: ha aperto così sabato mattina, al chiostro dell’M9 di Mestre, la sua campagna elettorale Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Mef e candidato sindaco alle comunali di Venezia, presentando la squadra.

Liste, partiti, movimenti

Cinque liste lo sostengono per «cambiare l’amministrazione»: Partito Democratico, Venezia è tua, Svolta in Comune, Idea Comune per Mestre e Venezia e Verde Progressista, oltre ad Azione di Carlo Calenda: 12 tra partiti e movimenti, «oltre 500 candidati, tra consiglio comunale e municipalità». Dedicata a queste ultime sarà un’iniziativa nella quale «presenteremo i candidati presidenti», annuncia Baretta: «in replica allo smantellamento del decentramento amministrativo degli ultimi anni che il sindaco uscente la scorsa settimana ha ammesso, per motivi politici», continua Baretta. «La difficile tutela della democrazia – dice spesso – vale tutta la fatica che comporta». “Insieme” è lo slogan dei manifesti della campagna. «Ho accettato la sfida elettorale con l’impegno a contrastare l’idea di un uomo solo al comando». Sul palco hanno preso via via posto Monica Sambo, Paolo Vettorello di Venezia è Tua, Massimiliano Zane di Svolta in Comune, Miriam Maria Parrino di Idea Comune, Anna Messinis vicepresidente della municipalità Venezia.

La memoria

«Non dimentichiamo lo scarto tra promesse e risultati dell’amministrazione uscente: la mancata gestione dei flussi turistici, l’abortito tentativo dei tornelli; i 30 mila nuovi residenti promessi nella città d’acqua; la sicurezza e la cementificazione. E ora il sindaco Brugnaro si presenta con una coalizione di destra. Non possiamo – dice Baretta – consentire a Salvini di governare Venezia, è un salto nel buio che non ci possiamo permettere».

Ringrazia la Fondazione di Venezia, «ha concesso non a noi, ma alla città l’utilizzo democratico di questa piazza simbolica e significativa», replica alle critiche sull’utilizzo dello spazio della fondazione di cui è da poco presidente Michele Bugliesi, rettore dell’Università.

Il sottosegretario ricorda la scomparsa di Aldo Camponogara: «Un pezzo della storia della sinistra e della nostra città», e cita la frase che gli mandò, nel candidarsi alle comunali, Marina Dragotto da poco venuta a mancare: «liberiamo le energie positive, recuperiamo orgoglio e volontà. Scrisse più o meno così a marzo scorso», dice Baretta e rilancia: «per una Venezia viva, accogliente, sicura e solidale; una città che abbia a cuore se stessa, l’ambiente, la laguna, la vita sostenibile. Una città della cultura, dell’innovazione e della conoscenza. Una città dello sviluppo e del lavoro. La nostra responsabilità è governare l’equilibrio tra la salvaguardia e lo sviluppo».

Cultura e ambiente

Il candidato sindaco pensa a «riqualificare e collegare il fronte lagunare: i forti, Forte Marghera, San Giuliano, Campalto (con il tram?). Piantiamo migliaia di alberi come l’Europa chiede, sosteniamo l’agricoltura». E pensa alla cultura: «sarà il primo assessorato a nascere – Promuoverò una cabina di regia dei protagonisti della proposta culturale veneziana con due scopi: proporre al mondo vicino e lontano una offerta unitaria e distribuirla lungo l’intero anno. Incentivi alla produzione culturale, creativa e artistica del territorio, sedi e spazi per i professionisti, le associazioni, le attività giovanili, biblioteche, centri culturali, cinema, spazi multifunzionali, sale di comunità, piccoli teatri, librerie e spazi aperti».

A metà strada tra cultura e ambiente ci sono le verifiche ambientali e tecnologiche che «vanno compiute per garantire nel completamento del Mose l’equilibrio dell’ecosistema, assieme al centro internazionale per lo studio dei cambiamenti climatici e l’agenzia per salvaguardia della laguna che recuperi le funzioni del magistrato alle acque».

Le connessioni

Porto, aeroporto, rete ferroviaria, «snodi fondamentali. Mi chiedo perché il tram non raggiunga la ferrovia e l’ospedale. Serve garantire – per Baretta – la funzionalità e lo sviluppo del porto commerciale, ridefinire il ruolo strategico della stazione di Mestre. Si può fare qualcosa di più della piastra, sul modello dell’alta velocità sotterranea bolognese, oggi nodo logistico intermodale – Mentre la bretella a “cappio” di collegamento con l’aeroporto per l’alta velocità, afferma il sottosegretario – è insufficiente. Il Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr) è utile se non si vuol condannare alcune zone all’isolamento e per contro garantire un raccordo metropolitano con l’area di Padova, Treviso e l’intero nordest». Questo programma con il capitolo residenzialità da cui Baretta con il Pd era partito al quartiere Pertini, a fine giugno scorso, «è un’impresa collettiva e non può reggersi sulle spalle di una persona sola o di una élite. Ho accettato la candidatura dicendo: governiamo insieme». Antonella Gasparini

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