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Baby Gang, noto trapper: arriva condanna definitiva, 2 anni e 9 mesi

Arriva una condanna definitiva per il noto trapper Baby Gang, al secolo Zaccaria Mouhib, 23 anni, uno degli artisti più seguiti del panorama musicale italiano, con centinaia di migliaia di follower e costantemente ai vertici delle classifiche. La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna di 2 anni, 9 mesi e 10 giorni di […]

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Arriva una condanna definitiva per il noto trapper Baby Gang, al secolo Zaccaria Mouhib, 23 anni, uno degli artisti più seguiti del panorama musicale italiano, con centinaia di migliaia di follower e costantemente ai vertici delle classifiche. La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna di 2 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione per il giovane, imputato nella vicenda legata alla sparatoria avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 luglio 2022, in via Tocqueville, nel cuore della movida milanese. Durante l’incidente, due uomini di origine senegalese furono feriti dai colpi d’arma da fuoco esplosi da un componente del gruppo.

Nel procedimento, la Cassazione ha ribadito la condanna a carico di Baby Gang, che era stata ridotta in appello rispetto alla sentenza di primo grado. Lo scorso luglio, infatti, la Corte d’Appello di Milano aveva ridotto la pena inizialmente inflitta, passando da 5 anni e 2 mesi a 2 anni, 9 mesi e 10 giorni. Gli otto imputati, tra cui alcuni membri del gruppo musicale del trapper, erano stati condannati in appello, ma con pene notevolmente attenuate. La condanna definitiva di Baby Gang riguarda i reati di rissa, lesioni e detenzione di arma clandestina. È stata invece esclusa l’accusa di rapina, originariamente mossa per il presunto furto di un borsello appartenente ai due feriti, un’accusa che è stata annullata per alcuni degli imputati, compreso lo stesso Baby Gang.

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Oltre al trapper, sono stati confermati anche i verdetti per gli altri imputati coinvolti nella vicenda. Tra questi, Simba La Rue, amico di Baby Gang e anch’egli trapper, ha visto confermare la condanna a 4 anni e 6 mesi. La Rue, già condannato in via definitiva a 3 anni, 9 mesi e 10 giorni per una “faida tra trapper”, si trova attualmente in attesa di dover scontare un altro periodo di detenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero riguardo alle assoluzioni per l’accusa di rapina.

La sparatoria risale all’estate del 2022 e ha scatenato una serie di indagini da parte di polizia e carabinieri. Il pm Francesca Crupi, durante il processo, aveva messo in evidenza la volontà di “sopraffazione” del gruppo coinvolto, sottolineando che il tentativo di rapina non fosse dettato da necessità economiche, come affermato dalla difesa, ma piuttosto dalla volontà di segnare un territorio. La difesa, infatti, aveva sostenuto che l’arma fosse stata portata per difendersi, dato che il gruppo di Baby Gang era da mesi coinvolto in una faida con un altro gruppo rivale. L’avvocato Niccolò Vecchioni, che difende Baby Gang, aveva dichiarato che la sparatoria fosse stata una reazione alla violenza subita precedentemente, con Simba La Rue quasi ucciso durante un’aggressione avvenuta nel giugno 2022.

Nonostante la condanna definitiva, Baby Gang è stato scarcerato lo scorso giugno e gli sono stati revocati anche gli arresti domiciliari. A questo punto, per lui si aprono diverse possibilità, tra cui quella di chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali, data la natura della pena e le attenuanti generiche riconosciute in appello. È stato già assolto in un altro procedimento per rapina e, in primo grado, condannato a tre anni e 4 mesi per resistenza a pubblico ufficiale.

Negli ultimi mesi, Baby Gang ha cercato di distanziarsi dal passato turbolento e ha partecipato a diversi incontri nelle scuole, dove ha raccontato la sua storia e la sua volontà di cambiare vita. Tuttavia, la sua carriera musicale continua a essere seguita con attenzione, anche se il suo nome resta legato a eventi giudiziari che ne hanno segnato la crescita professionale.

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Nel frattempo, anche Simba La Rue dovrà affrontare le conseguenze di un’altra condanna: la Cassazione ha confermato la sua condanna per lesioni e rapina, legata a un’aggressione avvenuta a Milano il 1° marzo 2022. Secondo le accuse, l’aggressione sarebbe stata un “atto di sfregio” nei confronti di un giovane appartenente a un gruppo rivale. Simba La Rue rischia ora di dover scontare una pena complessiva in carcere.

Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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