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Zaia passerà alla storia come il presidente che ha reso più piccolo il Veneto. Sul caso Sappada ha mostrato una doppia faccia inaccettabile: quando è lui a chiedere l’autonomia va bene, se lo fanno gli altri è contrario. Se fosse un vero autonomista avrebbe agevolato questo percorso invece di parlare adesso di amputazione romana.

La Regione e il suo presidente non hanno mai brillato per interesse nei confronti della Provincia di Belluno, nonostante la sua specificità. L’autonomia prevista dall’articolo 15 comma 5 dello Statuto del Veneto e dalla Legge regionale n. 25 del 2014 finora è rimasta lettera morta, è stato necessario un referendum per ridare voce a un intero territorio.

Il caso Sappada è emblematico: il Veneto non ha mai lavorato per l’autonomia della Provincia bellunese e queste sono le conseguenze. Ma è solo l’esempio più evidente: Zaia è autonomista a seconda delle convenienze e il suo ergersi a giudice, senza averne titolo, su quando è giusto e quando sbagliato chiederla ne è la conferma.

Graziano Azzalin,
consigliere regionale del Partito Democratico

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