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lunedì 26 Luglio 2021

AstraZeneca riparte. Ema: «benefici superano qualsiasi possibile rischio»

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AstraZeneca riparte. Subito, il più presto possibile. Le autorità europee hanno stabilito che il vaccino è «efficace e sicuro» e che i «benefici superano qualsiasi possibile rischio», un’espressione che potenzialmente getta uno scudo anche su ipotetici eventuali eventi futuri.
La sospensione è durata 95 ore ed è costata un rallentamento sul piano di vaccinazione fondamentale nella lotta contro il Covid. L’entusiasmo per la ripresa è tale per cui Mario Draghi non aspetta nemmeno il via libera dell’Agenzia del farmaco (Aifa), dopo quello dell’omologa europea Ema, ma annuncia la ripresa delle iniezioni con il prodotto anglo-svedese anticipando tutti.
L’Ema ha dunque promosso ancora AstraZeneca praticamente senza limitazioni e in tutta l’Europa unita riprende la campagna di inoculazioni con il vaccino del colosso anglo-svedese dopo lo stop cautelativo dei giorni scorsi in oltre dodici Paesi. Dopo i contatti dei giorni scorsi, l’Italia di Mario Draghi e la Francia di Emmanuel Macron ripartono immediatamente con le vaccinazioni. Anche in Germania la campagna riprenderà oggi, mentre la Spagna lo farà con qualche cautela in più da mercoledì prossimo. Norvegia e Svezia invece tirano decisamente il freno: nonostante le rassicurazioni, AstraZeneca rimarrà sospeso “fino a quando non avremo un quadro completo della situazione”.

L’agenzia del farmaco comunque, dopo un’attenta analisi dei dati, è arrivata alla conclusione che il vaccino è “efficace e sicuro” e che i “benefici superano qualsiasi possibile rischio”, escludendo difetti nella qualità della manifattura o in lotti specifici. Le consultazioni hanno portato alla “chiara conclusione scientifica” che il siero di Oxford “non è associato” con l’aumento dei coaguli di sangue osservato da alcuni scienziati, ha indicato la direttrice dell’Ema, l’irlandese Emer Cooke. “Se fosse per me – ha detto – me lo farei inoculare domani”. Tuttavia, dato che non è ancora possibile “escludere definitivamente” il legame con i casi trombo-embolici rari riportati di recente – 25 eventi su 20 milioni di vaccinati – l’Agenzia ha raccomandato l’aggiornamento del foglietto illustrativo che accompagna il vaccino, oltre ad una campagna di sensibilizzazione su possibili reazioni avverse che potrebbe contribuire ad individuare gli effetti collaterali e mitigarli.
“Fino a mercoledì gli eventi sospetti di trombosi cerebrali” dopo la vaccinazione con AstraZeneca “sono stati sette in Germania, tre in Italia, due in Norvegia, uno in Spagna, oltre a tre nel Regno Unito e due in India”, ha spiegato Sabine Strauss, presidente del Prac, la commissione di farmacovigilanza dell’Ema. Ma secondo gli accertamenti – che hanno coinvolto anche esperti in malattie del sangue e che sono stati condotti a stretto contatto con altre autorità sanitarie, tra cui l’Hmra, il regolatore del Regno Unito, dove il siero è stato già somministrato a oltre 11 milioni di persone – complessivamente il numero di eventi tromboembolici riportati dopo la vaccinazione (in tutto 469 segnalazioni) si è rivelato inferiore a quello previsto nella popolazione generale.
Questo ha consentito al Prac di confermare che non vi è alcun aumento del rischio complessivo di coaguli di sangue.

Restano comunque alcune preoccupazioni, in particolare per le donne più giovani, dove è stata notata una certa incidenza, anche se “è prematuro” trarre conclusioni su gruppi specifici. E dato che c’è sempre una “distinta possibilità” di eventi trombotici per le “donne che assumono la pillola”, l’indagine di una correlazione tra l’uso dell’anticoncezionale e la possibilità di un aumento dei rischi di casi avversi per chi viene vaccinato sarà approfondito, così come saranno indagate correlazioni col fattore di rischio del fumo.
Ma mentre ripartono le vaccinazioni con AstraZeneca, l’Ue appare divisa sulla proposta della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen di una stretta sull’export dei vaccini al Regno Unito, mentre secondo Bloomberg nell’Ue ci sono ancora 20 milioni di dosi inutilizzate nei frigoriferi.
Le posizioni sono emerse al Coreper di mercoledì, dove gli ambasciatori di Belgio, Olanda e Irlanda sono apparsi esitanti rispetto invece a quelli di Italia, Francia, Germania e Danimarca che hanno sostenuto l’indirizzo di Von der Leyen. La decisione finale spetta comunque ai leader, che ne parleranno al vertice della settimana prossima.
La Commissione nel frattempo ha fatto sapere di voler inviare al più presto una lettera ad AstraZeneca “per avviare un dialogo con l’azienda nel quadro della risoluzione dei conflitti” e fare tutto il possibile per obbligarla a rispettare i suoi impegni.

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