Aria inquinata a Venezia: responsabili i fumi e le navi da crociera

L’alterazione ambientale a Venezia, provocata soprattutto dalle navi e dai mezzi di trasporto, ha superato ogni limite accettabile: oltre 200 volte i parametri consentiti

ultimo aggiornamento: 29/01/2017 ore 20:20

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Inquinamento, superata soglia PM10: a rischio auto e riscaldamenti
Inquinamento inaccettabile: già la notizia si era fatta strada negli ultimi anni e addirittura l’Unesco se ne è preoccupata. L’alterazione ambientale a Venezia, provocata soprattutto dalle navi e dai mezzi di trasporto, ha superato ogni limite accettabile: oltre 200 volte i parametri consentiti.

Lo ha rivelato uno studio realizzato dall’ Associazione Nabu ( Sindacato tedesco che si occupa della natura e della biodiversità) e le analisi sui fumi scaricati dalle navi, hanno evidenziato motivi di allarme significativi.

L’Associazione che ha valutato anche le contaminazioni atmosferiche di Genova, collabora con il progetto “Facciamo respirare il Mediterraneo”, insieme a “Cittadini per l’aria” e ha lo scopo di sensibilizzare i Paesi europei sul controllo della salute dell’aria, tenendo presente sempre la qualità e la quantità di carburante usato dalle navi e dai mezzi di trasporto, che provocano inquinamento. Il Porto di Marsiglia, passato al setaccio dalla trasmissione televisiva francese, Thalassa, in onda su France 3, ha ricevuto giudizi sconfortanti in termini ambientali a causa dei fumi scaricati dalle navi da crociera.

Insieme, le associazioni accerteranno la presenza di zolfo nell’aria e gli armatori dovranno tener debitamente conto delle indicazioni preventive per proteggere le persone e le città da un eccesso di combustibili che minano pesantemente l’aria. Le città portuali, soprattutto, sono tenute a vigilare sui traffici, ma anche le società dei traghetti come Tirrenia, Grandi Navi, e altre ancora, che non possono ignorare la questione “emissioni” e che devono ispezionare la regolarità dei filtri e dei catalizzatori di azoto (obbligatori) per tutte le navi che arrivano nei porti e che circolano nei nostri mari.

Un anno fa l’Arpav aveva presentato uno studio approfondito sull’inquinamento, rilevando che le navi passeggeri con stazza superiore alle 40mila tonnellate, quando attraversano la Bocca di Porto del Lido, e in successivo attracco agli ormeggi di San Basilio, Marittima e Riva dei sette Martiri, producano emissioni inquinanti di un valore superiore al 60% . Il fatto che l’attenzione alle risorse e ai problemi ambientali trovi confronto e riscontro con gli altri paesi europei, sotto l’occhio competente e vigile delle associazioni ecologiste, incoraggia ad insistere sulla vigilanza e sul rigore, per non permettere più il propagarsi di alterazioni dannose all’ambiente e all’uomo.

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