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Padiglione Italia della Biennale d’Arte di Venezia 2024 al via tra sentimenti contrastanti. Sono quelli del sindaco Luigi Brugnaro che afferma candidamente come a lui questo tipo di arte non piaccia. Sono quelli dell’artista Massimo Bartolini che ha seriamente rimproverato il primo cittadino per aver scherzato sull’opera mancandogli di rispetto. Sono quelli del ministro Gennaro Sangiuliano che ha confermato di avere la responsabilità diretta della scelta di quest’anno. Sono quelli del pubblico presente che si è diviso tra fischi e applausi.
Succede tutto durante l’inaugurazione alle Tese dell’Arsenale. L’opera intitolata “Due qui/To hear”, curata da Luca Cerizza e realizzata dall’artista Massimo Bartolini non è piaciuta al sindaco Brugnaro che lo ha detto apertamente. L’inaugurazione è così continuata in una serie di reazioni contrastanti da parte del pubblico, che ha risposto con fischi e applausi. Seduto accanto al ministro Gennaro Sangiuliano, che ha personalmente scelto il progetto, il sindaco ha rilanciato le sue critiche, sostenendo che l’arte debba essere oggetto di discussione e critica.
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L’opera stessa è un’intreccio di tubi con un’acqua circolante al centro, mossa da motivi musicali, concepita per promuovere l’idea di incontro, di capacità fi ascolto verso gli altri. Tuttavia, durante la visita guidata con autori e autorità, il sindaco ha dimostrato una certa insofferenza. Ad un certo punto, quando tutti si sono seduti davanti all’opera, Brugnaro si è addirittura messo a scherzare con essa, schizzando l’acqua verso il ministro e i curatori presenti con gesti da “esuberanza giovanile”. Il gesto, però, ha provocato una reazione immediata da parte dell’artista Bartolini, che ha richiesto maggior rispetto per l’opera d’arte e per coloro che l’hanno creata.
La posizione di Brugnaro ha suscitato interesse anche dal neopresidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha commentato ironicamente l’azione del sindaco, paragonandola a un atto performativo di grande impatto. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di mantenere un clima di rispetto e apertura durante l’evento artistico, evitando controversie o scontri inappropriati.
Nonostante le divergenze di opinione, il ministro Sangiuliano ha difeso la scelta dell’opera, spiegando che essa rappresenta l’umanità intrecciata e unificata, fondamenta per un futuro costruttivo e condiviso. L’inaugurazione, quindi, ha rappresentato un momento di confronto e riflessione sulla natura dell’arte contemporanea, con tutte le sue sfaccettature e le sue possibilità di interpretazione.

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È meglio che il Sindaco si occupi di Mestre e faccia qualcosa contro il degrado infinito!!
Applausi per il nostro sindaco Luigi Brugnaro! Ha avuto il coraggio di dire quello che tutti pensavamo ma nessuno osava dire. L’arte? Può essere una me*da, anche se d’autore.
Eh sì, perché quando si tratta di arte, Luigi non ha peli sulla lingua. Non gli piace un’opera? Lo dice, senza mezzi termini. E noi lo amiamo per questo. Perché Luigi non è uno di quelli che si nasconde dietro a parole vuote e frasi fatte. No, Luigi dice le cose come stanno.
E allora, cari veneziani, applaudiamo il nostro sindaco. Perché una me*da resta una me*da, anche se d’autore. E Luigi, con la sua franchezza, ci ricorda che l’arte è soggettiva. Che non dobbiamo avere paura di esprimere la nostra opinione. Che non dobbiamo lasciarci intimidire da chi ci dice cosa dovremmo pensare.
Grazie, Luigi. Continua a dirci la tua, perché Venezia ha bisogno di più persone come te. Persone che non hanno paura di dire la verità, anche quando non è popolare. Persone che non si lasciano influenzare dalle mode del momento. Persone che, come te, sanno che una me*da resta una me*da, anche se d’autore.
sono completamente d’accordo con quello che dice, è come dire: un bifolco resta un bifolco, anche se è vestito bene…