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Al Vice Sindaco di Caerano San Marco (TV)

per l’apertura del nuovo Centro Commerciale

Caro Vicesindaco Botti,

ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000

Ci viene spontaneo scriverLe dopo il resoconto giornalistico (Gazzettino 25 agosto 2018), con il quale viene dato conto della apertura della nuova realtà commerciale (ennesimo esempio nel Veneto) a Caerano San Marco, naturalmente realizzato su area prima verde.

È evidente la preoccupazione diffusa, presso tanti operatori e presso Ascom, per l’ennesimo affronto al tessuto commerciale e “socio-economico” esistente. Lei, al contrario, affermerebbe che non c’è motivo di preoccupazione, perché se i negozi esistenti continuano ad operare con qualità non perderanno clienti e il nuovo centro commerciale garantirà nuova occupazione.

Dalla nostra esperienza, purtroppo, la realtà è ben altra cosa.

I piccoli negozi, veri e propri presidi sociali in molte realtà, stanno progressivamente chiudendo in tanti posti, soprattutto nei paesi più piccoli determinando il “deserto” negli stessi, con nefaste conseguenze proprio sul piano sociale, contribuendo a far venire meno servizi essenziali per una piccola comunità.

Le grandi realtà commerciali rispondono a logiche che travolgono tutti e tutto. Orari di apertura smisurati nell’arco della giornata e per 365 giorni l’anno (follia per i piccoli negozi a gestione familiare…), pratiche commerciali aggressive, e via di questo passo.

Inoltre, il tipo di occupazione che le grandi realtà commerciali generano non è di grande qualità. Di che occupazione parliamo? Di che tipo di contratti, di quale durata? E, a fronte di questa nuova occupazione, quanta di storica viene meno, per chiusure e ridimensionamenti? E quando un negozio o una piccola cooperativa di consumo chiude quante persone, e nuclei familiari, rimangono a mani vuote.

Le parole attribuitele dalla stampa assomigliano alla litania giustificativa che sentiamo da anni da parte di amministratori comunali, che si lasciano “prendere la mano” e che forniscono sempre le stesse giustificazioni, ad esempio che le scelte di destinazione delle aree erano già fatte da precedenti amministrazioni.

Allora, ancora una volta chiediamo dopo tante parole: A quando una norma regionale che decide di far diventare realtà il “consumo territorio zero”? A quando un po’ di coraggio degli amministratori locali di guardare con occhi nuovi al futuro delle proprie comunità?

IL PRESIDENTE

di Confcooperative Federconsumo Veneto

Marcello Criveller

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