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Ho molto rispetto per Tom Ford, una personalità ricca e intelligente, vincente in molti e differenti campi ma senza causare invidie. Non passa indifferente nessuna delle sue attività ed è persona di rara discrezione ed eleganza.

In precedenza, nel suo primo lavoro come regista ha messo in scena un romanzo di Christopher Isherwood usando una cifra non certo originale ma elegante e rarefatta che sapeva stare in piedi.
Dopo “A single man” il regista si avventura in un terreno più complesso e stratificato, affrontando il romanzo “Tony and Susan” di Austin Wright. Ha fatto bene; anche se a mio parere il risultato è discontinuo e la tenuta del film altalenante; però possiamo contare su alcuni episodi riusciti pur nella non così profonda tematica dell’assunto.

“Animali notturni”, presentato all’ultima Biennale del cinema di Venezia e vincitore del Leone d’Argento per la regia, è costruito su tre sottotrame, non così contorte come alcuni critici hanno segnalato. Anzi, certi risvolti intimi della trama risultano banalizzati.

In particolar modo, a mio parere, il racconto in flashback della relazione tra i due protagonisti (un Jake Gyllenhall proteiforme e una Amy Adams semplicemente esplosiva per come il regista riesce a far risaltare la volpina bellezza) soffre di semplificazioni risibili, specie nella contrapposizione poeta/debole e donna indecisa a tutto/succube della madre.

Ne escono delle constatazioni che potremmo reperire in qualunque filmino d’amore e che cozzano contro altri momenti indiscutibilmente fortissimi. Come la messinscena del romanzo che l’ex invia a Susan,

The Moviegoer, appunti di uno spettatore cinematografico. Di Giovanni Natoli.

letto dagli occhi di lei in un interessante processo di identificazione con l’ex fidanzato. Il noir di Ford è notturno e feroce, epigono in minore ma non disdicevole dei fratelli Coen: impressione che mi è stata ribadita dalla scelta di Michael Shannon come sceriffo alla fine dei suoi giorni. Dell’eccellente mazzo di attori quest’ultimo spicca per la complessità del personaggio. E Shannon sembra uscito quasi da “Non è un paese per vecchi” e la sua maschera disperata e cinica pare quella di un Samuel L. Jackson bianco, occhi fissi e vitrei verso il Male.

Anche la satira del mondo dell’arte contemporanea mi è risultata leggermente puerile, anche se gli stupefacenti (forse un po’ troppo stupefacenti) titoli di testa, con donne obese completamente nude, che scopriamo essere un’installazione video della galleria di Susan, lascia un segno molto forte e sono la miglior sintesi sull’inganno delle apparenze di tutto il film.

Ma ho degli interrogativi: perché quel romanzo e che legame ha con la loro passata relazione? Forse un modo per far aprire gli occhi a Susan sulla bruttezza del mondo? Una idealizzazione del calvario di Edward dopo la fine del loro amore (Susan passa a mettersi con un uomo che è il genero auspicato dalla madre, bellissimo e puttaniere)? Mi spiace pensarlo ma ho avuto l’impressione che stessi vedendo un film dentro un film dentro un altro film e che tra loro non ci fosse una gran relazione. Avrei voluto vedere solo la parte noir magari rinvigorita (il pazzo omicida interpretato da Aaron Taylor Johnson, anche nelle scene “en plen air” sulla tazza del gabinetto sul patio della baracca, come in una foto celebrata su internet relativa a un vero drunker, non ha il carisma che Ford si proponeva); le scene notturne sono girate con notevole maestria e atterriscono.

E soprattutto: il finale, che non spoilererò, cos’è? Una vendetta? Tratto assai punitivo e che inquina un film che vuole essere nobile con una caduta davvero poco nobile, almeno per come la vedo io.

Non so: sì, andate a vederlo. Un film che sa talvolta suscitare emozioni, quando non si perde nella foga estetizzante. Però ho avuto l’impressione che Ford soffra di un leggero complesso d’inferiorità nel trattamento di temi alti. Che sia titubante nonostante la grandeur della messinscena. Complesso che i fratelli Coen, giustamente, non hanno.

ANIMALI NOTTURNI
(Nocturnal Animals) U.S.A., 2016
regia: Tom Ford
con: Amy Adams, Jake Gyllenhall, Michael Shannon

 

giovanni natoli cinema film

 

Giovanni Natoli

28/11/2016

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