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West Nile uccide asino nel veneziano. Già 22 cavalli morti in Veneto per il virus

Nino è il primo asinello morto di Febbre del Nilo in Veneto. Fino a una decina di giorni fa viveva in salute accanto a Luisella e Nane, altri due asini stanziali, in un allevamento della campagna veneziana ai confini con la provincia di Padova. Poi tremori, paralisi, incapacità di tenersi sulle zampe e labbro inferiore […]

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Nino è il primo asinello morto di Febbre del Nilo in Veneto. Fino a una decina di giorni fa viveva in salute accanto a Luisella e Nane, altri due asini stanziali, in un allevamento della campagna veneziana ai confini con la provincia di Padova.

Poi tremori, paralisi, incapacità di tenersi sulle zampe e labbro inferiore cadente: il suo allevatore ha notato quelli che i veterinari dell’Ulss 3 Serenissima, visitando Nino ancora in vita, hanno poi definito “sintomi nervosi probabilmente riconducibili a West Nile Disease – spiega Stefano Zelco, direttore del Servizio veterinario di Sanità animale dell’azienda sanitaria veneziana -. Quindi è stato subito fatto un prelievo per la ricerca del virus, inviato poi all’Istituto zooprofilattico del Veneto per un’analisi di prima istanza. L’animale è deceduto pochi giorni dopo. Nel frattempo l’esito positivo per la ricerca del virus West Nile ha richiesto un’analisi di conferma, che è stata effettuata dall’Istituto zooprofilattico di Teramo”.

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La conferma è arrivata oggi: Nino è morto a causa del virus del Nilo occidentale. Luisella e Nane, gli altri due asinelli che condividevano gli spazi con Nino, stanno bene. Non sono stati contagiati.

“Il focolaio è stato escluso dai prelievi fatti anche sui restanti animali – spiega Zelco -. Le analisi degli altri due asini confermano infatti la loro negatività al virus. Questo significa che la zanzara infetta che ha punto e contagiato l’asino poi deceduto non è riuscita a infettare gli altri due compagni”. Luisella e Nane non avrebbero in alcun modo potuto contrarre la malattia da Nino, perché il virus del Nilo occidentale non si trasmette da animale ad animale, né da animale a uomo, ma solo attraverso una puntura di una zanzara di tipo Culex infetta. Motivo che lascia in sicurezza l’intero allevamento, non sottoposto ad alcuna quarantena o abbattimento degli animali.

Nino è il primo asino, e il primo equide in generale, morto di West Nile nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima. Ma è anche il primo asino morto in Veneto: prima di lui, nella nostra regione, è stato preceduto da 12 cavalli (su un totale di 44 equidi morti in tutta Italia). L’epicentro di queste morti è avvenuto tra Padova e Rovigo. Nel 2021, invece, nella nostra regione non è avvenuto alcun decesso per questa famiglia di animali a causa del virus del Nilo (su un totale di 5 morti in Italia).

“L’azienda sanitaria veneziana – ricorda Zelco – continua a monitorare, oltre agli equidi, anche la fauna selvatica e le zanzare. Assieme alla Polizia provinciale, ad esempio, procediamo alla raccolta degli uccelli deceduti che vengono trovati a terra, che poi vengono inviati allo Zooprofilattico per la ricerca del virus. Negli scorsi mesi estivi abbiamo così registrato 46 positività nella provincia di Venezia (su un totale di 141 in Veneto), specialmente tra civette, cornacchie, gazze, colombi e merli. Mentre nel 2021 i positivi in provincia erano solo 3 (su un totale di 9 in regione)”.

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Le zanzare trovate positive attraverso le trappole, nel corso dell’estate trascorsa, in provincia di Venezia sono 16 (8 nel 2021) e 89 in tutta la regione (18 nel 2021).

“Ricordo infine a tutti gli allevatori che in caso sospetto di malattia infettiva dei loro animali – dice Zelco – hanno l’obbligo di avvisare le autorità competenti, come ha fatto correttamente l’allevatore dell’asino deceduto”.

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