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Brutti momenti per le vittime dei rapinatori che imperterriti a Mestre, venerdì notte, hanno minacciato e aggredito i malcapitati, i prescelti da derubare.
Si sono difesi bene, a tarda notte, tanto da costringere i malviventi a darsela a gambe, due olandesi ospiti dell’Hotel Hilton Garden in vacanza per godersi Venezia e proprio al rientro dalla città d’acqua, appena scesi dall’autobus, sono stati minacciati da tre individui con cappuccio in testa e mascherina in faccia animati da pessime intenzioni.
All’intimazione dei rapinatori di consegnare subito il denaro, rispondono un chiaro No.
Per reazione uno di loro riceve un pugno sonoro andato a segno, tanto che l’olandese fatica a riprendersi e cade a terra.
Gli viene però in aiuto l’amico che interviene, si scaglia contro i tre aggressori sferrando pugni disperati ma decisi nella difesa, nell’andare a segno.
Sorpresi dall’inaspettata replica, i tre desistono, scappano in direzione di una macchina che li stava aspettando e con loro il bottino che invece i due turisti hanno difeso con tutte le loro forze.
Poi la denuncia, non appena rientrati, un po’ conciati ma sollevati, in albergo.
È andata peggio a un ragazzo mestrino ventenne, che verso le 22.30 di venerdì stava pedalando nel sottopasso di via Dante, quando un uomo, un africano molto alto e robusto, secondo la testimonianza del giovane, gli ha intimato di fermarsi, e nel bloccargli il manubrio per immobilizzarlo, per essere più convincente, ha esibito un coltello e glielo ha puntato contro.
Vinto e impaurito, il ragazzo gli ha consegnato il portafoglio, il cellulare e la bicicletta che il rapinatore ha usato per sparire in comodità verso Marghera.
Scosso e impaurito, il giovane si è rivolto alla polizia ferroviaria, che subito ha cercato di indagare su questa brutta esperienza, alcuni agenti hanno perlustrato le strade limitrofe la stazione, sperando di trovare qualche traccia del malvivente.
Hanno cercato anche eventuali testimoni, ma sembra che in quei minuti nel sottopasso non ci fosse nessuno.
Ora rimane la speranza che le telecamere possano aver visionato la scena, o la bicicletta in corsa, qualcosa o qualcuno che possa aiutare a rintracciare l’aggressore.
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Il periodo di isolamento imposto dal Covid, aveva diminuito le rapine nell’ultimo anno, come scrive il Sole 24 ore ( la provincia di Venezia è undicesima nella statistica delle città italiane più colpite da furti e rapine) ma purtroppo ritornano puntualmente, insieme a quella ‘normalità’ tanto auspicata, con tutte le sue luci e le sue ombre.
Andreina Corso
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