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Le proteste contro l’overtourism continuano a crescere e si estendono ormai a diverse città italiane. Da Venezia a Milano, passando per Roma, Genova e Firenze, i cittadini alzano la voce contro il fenomeno delle affittanze turistiche, accusate di trasformare le città in scenari turistici privi di anima e identità, a discapito della residenzialità.
Nel mirino degli attivisti, questa volta, sono finite le “keybox”, piccole cassette utilizzate dai proprietari di case per permettere il check-in a distanza, simbolo del turismo mordi e fuggi che sta svuotando i centri storici. Nella notte, a Venezia, molte di queste cassette sono state avvolte in nastri rossi con la scritta provocatoria: “Tu casa era mi casa”. Un gesto simbolico che si inserisce in una serie di iniziative volte a denunciare lo spopolamento urbano.
A Venezia la Sovrintendenza stabilisce di rispettare la paesaggistica e l’aspetto monumentale, quindi prima dell’installazione di pulsantiere e scatolette con la combinazione ci sarebbe da chiedere l’autorizzazione, ma quanti l’hanno fatto? Inoltre la nuova legge stabilisce che i check in vadano fatti di persona per motivi si sicurezza, ma chi controlla? Tra l’altro tra due giorni diventa obbligatorio il nuovo numero di identificazione per l’alloggio turistico (e per ottenerlo occorre rispettare alcune norme, tra cui quelle antincendio) ma molti non saranno in regola dal primo gennaio. Stando alle statistiche ministeriali in Veneto si sono accreditati in 57.963 e 47.398 hanno il Cin mentre nel Veneziano le strutture registrate sono 30.389 di cui 24.901 hanno avviato l’iter.
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Anche a Venezia mobilitazione contro le “keybox”
Le proteste, tuttavia, non si fermano alle irregolarità burocratiche. Gli attivisti per il diritto alla casa si sono mobilitati in diverse città italiane tra giovedì e sabato scorsi, attaccando adesivi sui dispositivi incriminati per denunciare il loro utilizzo. Azioni coordinate si sono svolte a Venezia, Firenze, Rimini, Milano e Genova, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sull’impatto devastante del turismo di massa sulle comunità locali.
Gli attivisti puntano il dito contro il modello economico basato sulle affittanze brevi, che favorisce la speculazione immobiliare e spinge i residenti fuori dai centri storici. Le “keybox”, secondo i manifestanti, rappresentano il simbolo tangibile di questo sistema, una “prova” dell’assenza di relazioni dirette tra proprietari e ospiti, che svuota le città di autenticità.
Con l’entrata in vigore delle nuove regole, sarà prevedibile un’intensificazione dei controlli. Non si tratterà solo di verificare la presenza di estintori o rilevatori di fumo, ma anche di accertarsi che i check-in vengano effettuati di persona e che le famigerate “keybox” vengano rimosse.
Le città d’arte italiane, da sempre orgoglio nazionale, sembrano oggi divise tra la necessità di preservare la loro identità storica e la pressione economica esercitata dal turismo di massa.
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Certo le keybox sono una stortura suggerita da AIRBNB che permettono a qualche marazna di farsi la paghetta standosene a casa invece di gestire l’immobile di cui sono stati incaricati.
Perchè cari venexiani (e non) che affittate la casetta della zia/nonna/mamma defunta, i maranza (o equivalenenti) chiamate (in nero) per risparmiare.
La soluzione è facilmente risolvibile, basta comprare 1000 tronchesi e 1000 mazzette e darli ai vigili, un bel TAAC e una bella vendita di materiali metallici (si fanno pure soldi).
Ma quando leggo questi articoli vedi queste proteste mi vien da pensare che dalla “mi casa era tu casa” nel mezzo c’è una vendita non un invasione di marziani.
Nel mezzo ci sarebbe pure il 30 ennio 1990-2020 durante il quale il turismo era una risorsa per destra e per sinistra..e a tutti andava bene….e quindi…ma di che vi lamentate?
Siamo arrivati a questo punto grazie a tutte le liberalizzazioni ,deregolamentazioni , cambi d’uso regalati a go go tra gli anni 80e 90 .
È ora di porre rimedio …magari intanto chiudendo quelli che non hanno le misure minime …sono centinaia quello al di sotto dei 38 mq con bugigattoli di 15/20mq ….e qualcuno ha anche ottenuto il codice regionale e nazionale !!!