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Allergie nei bambini: boom a causa di cambiamento climatico

Un’emergenza silenziosa ma in rapida crescita sta mettendo a rischio la salute dei bambini di tutto il mondo. Le allergie e le malattie respiratorie sono aumentate del 30% negli ultimi vent’anni e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 la metà della popolazione mondiale ne sarà colpita. Al centro del problema c’è il cambiamento […]

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Un’emergenza silenziosa ma in rapida crescita sta mettendo a rischio la salute dei bambini di tutto il mondo. Le allergie e le malattie respiratorie sono aumentate del 30% negli ultimi vent’anni e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 la metà della popolazione mondiale ne sarà colpita. Al centro del problema c’è il cambiamento climatico, che sta modificando radicalmente il panorama delle patologie allergiche, soprattutto in età pediatrica.

È questo il quadro tracciato durante il XXVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), svoltosi a Milano dal 3 al 5 aprile. In questa occasione, gli specialisti hanno lanciato il primo Manifesto contro le allergie da cambiamento climatico, un appello rivolto alle istituzioni per un’azione immediata e concreta.

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Il clima che cambia, le allergie che aumentano

“Le evidenze scientifiche sono chiare: il cambiamento climatico è un acceleratore potente delle malattie allergiche”, ha dichiarato il prof. Gian Luigi Miraglia del Giudice, presidente SIAIP. “L’aumento delle temperature globali e la concentrazione crescente di biossido di carbonio hanno anticipato e prolungato la stagione dei pollini, intensificando l’esposizione a sostanze allergeniche come ambrosia e betulla”.

Secondo gli esperti, i livelli di CO₂ sono cresciuti del 48% rispetto all’epoca preindustriale, contribuendo a una quadruplicazione della produzione di pollini negli ultimi 30 anni. La stagione pollinica oggi dura in media 20 giorni in più rispetto al passato, aggravando i sintomi allergici in milioni di persone.

Ma non sono solo i pollini a preoccupare. Le muffe – in particolare le spore di Alternaria e Cladosporium – proliferano a causa delle piogge più intense e delle frequenti inondazioni. “La sensibilizzazione a questi allergeni è aumentata del 30% in due decenni”, ha spiegato il prof. Gianluigi Marseglia, past president SIAIP. “E nei bambini l’effetto è ancora più devastante: l’esposizione precoce, già durante la gravidanza, può condizionare lo sviluppo del sistema immunitario e aumentare la suscettibilità a patologie respiratorie”.

I bambini e il peso dell’inquinamento

Nel nostro Paese, secondo i dati di Save the Children, l’8,4% dei bambini tra i 6 e i 7 anni soffre di asma legata all’inquinamento. In otto regioni italiane (tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto), il 100% dei minori vive in aree contaminate da polveri sottili. “Le particelle fini PM2.5 e PM10 penetrano in profondità nei polmoni e causano infiammazioni croniche, compromettendo le difese immunitarie dei più piccoli”, ha sottolineato ancora il prof. Miraglia del Giudice.

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Uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health rivela che nei contesti urbani ad alto inquinamento, l’asma infantile è più diffusa del 40% rispetto alle zone rurali. Incendi boschivi, nuove specie allergeniche come Ailanthus e Cupressum Arizonica, qualità dell’aria indoor scadente e Sick Building Syndrome aggravano ulteriormente il quadro.

Il Manifesto SIAIP: otto regole d’oro per invertire la rotta

Per fronteggiare questa emergenza, la SIAIP ha redatto un Manifesto in otto punti, con un appello forte e chiaro alle istituzioni: “Bisogna agire subito: i costi sanitari e sociali rischiano di diventare insostenibili”. Ecco le linee guida proposte:

Controllo dell’inquinamento: ridurre le emissioni urbane e i gas serra per migliorare la qualità dell’aria.

Sanità pubblica potenziata: migliorare ventilazione e controllo dell’umidità negli edifici.

Eliminare le fonti indoor nocive: bandire il fumo, comprese le sigarette elettroniche, da ambienti chiusi.

Progettazione urbana sostenibile: più aree verdi, edifici sani e materiali ecocompatibili per prevenire la Sick Building Syndrome.

Monitoraggio pollinico attivo: sistemi di allerta precoce per informare tempestivamente la popolazione.

Educazione e sensibilizzazione: campagne mirate per aumentare la consapevolezza sui rischi e sulle azioni preventive.

Ricerca e innovazione: investire nello sviluppo di nuove terapie e strategie di gestione delle allergie.

Collaborazione internazionale: promuovere programmi di ricerca congiunti per comprendere e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sulla salute.

Lorenzo M.
Lorenzo M.
Sono un vecchio appassionato di radio. Parlo di musica, il mio hobby, e non solo. lorenzo_f@lavocedivenezia.it
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