
Repubblica riferisce che nelle scorse ore migliaia di utenti in Ucraina hanno ricevuto notifiche false che annunciavano attacchi chimici, nucleari e scontri nelle strade di Kiev. Le segnalazioni, diffuse anche tramite app ucraine, hanno generato paura e confusione tra la popolazione.
Secondo l’articolo, questi episodi si inseriscono in una strategia più ampia di sabotaggi e di guerra cognitiva. Il messaggio è che il conflitto ibrido mira non solo alle strutture fisiche, ma anche alla capacità di allerta e reazione delle società civili.
La rete di sicurezza europea, osserva la fonte, mostra vulnerabilità: le falle nei sistemi di allerta e nelle infrastrutture digitali hanno reso possibile la diffusione massiccia di comunicazioni ingannevoli. Il risultato è stato un rapido diffondersi del panico, in particolare nella capitale ucraina.
La cronaca sottolinea come la combinazione di operazioni di sabotaggio e manipolazione informativa sfrutti la fragilità delle infrastrutture per amplificare gli effetti del conflitto, mettendo a dura prova i meccanismi di protezione civile e di comunicazione istituzionale.
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