
La fuga della Lazio in testa alla Serie A nasce da un cambio netto di metodo del tecnico Gennaro Gattuso, partito da una sfuriata e diventato, secondo quanto ricostruito, il motore di un gruppo che oggi è «nessuno in Europa come i biancocelesti».
Il rendimento sul campo ha rispecchiato la trasformazione: la squadra ha inanellato una serie di risultati che l’ha portata a guidare la classifica in solitaria. Tra le partite recenti figurano le vittorie per 1-0 in casa del Bologna (24 agosto) e sul Genoa (30 agosto), il 2-1 sul campo dell’Udinese (7 settembre), il 2-2 contro il Milan (12 settembre), il 2-0 a Venezia (19 settembre), il 3-1 al Monza (11 ottobre), il 3-0 con la Juventus (18 ottobre), il 2-1 sul Parma (24 ottobre), il 6-2 a Sassuolo (27 ottobre) e il 2-1 contro il Cagliari (1 novembre).
Secondo la ricostruzione, il tecnico ha spostato il baricentro del suo rapporto con la squadra: più ascolto, gesti di vicinanza e regole chiare per tutti. Gattuso ha sintetizzato la sua impostazione con una battuta che è diventata emblematica del nuovo clima nello spogliatoio: «Tollero anche i telefonini», frase attribuita all’allenatore.
Quel mix di rigore e attenzione alle dinamiche umane, partito da un episodio di rabbia, è presentato come la base del rendimento attuale della Lazio, che oggi si trova in testa al campionato grazie ai risultati ottenuti nelle ultime giornate.
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