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giovedì 09 Dicembre 2021

Alec Baldwin ha sparato girando un film, perché ha ucciso? Quello che non è stato detto

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Alec Baldwin, noto attore, ha sparato sul set con la pistola di scena: perché i suoi colpi hanno ucciso una persona e ferita un'altra?

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E’ una tragedia quella avvenuta sul set del film western Rust.
L’attore Alec Baldwin ha premuto il grilletto di una pistola di scena e ha ucciso in un drammatico incidente la direttrice della fotografia, Halyna Hutchins, ferendo anche il regista Joel Souza.

Le autorità stanno indagando sulla dinamica e finora non si sono sbilanciati sul tipo di pistola usata, come fosse caricata e cosa stesse accadendo al momento degli spari sul set al Bonanza Creek Ranch, Santa Fe, in New Mexico.
“Stiamo cercando di determinare con precisione i dettagli, che tipo di proiettile c’era nell’arma”, ha riferito il portavoce dello sceriffo di Santa Fe, Juan Rios, precisando che al momento nessuno è stato accusato o incriminato.

Hutchins, direttrice di fotografia del film, è stata immediatamente trasportata con l’elicottero in un ospedale di Albuquerque, ma non c’è stato niente da fare e poco dopo è morta.
Souza invece è stato ricoverato in una struttura ospedaliera di Santa Fe.
All’inizio sembrava che anche le sue condizioni fossero critiche ma poi è stato dimesso già in giornata.

Subito dopo la tragedia Baldwin è stato sentito dalla polizia: finito l’interrogatorio è scoppiato in lacrime, letteralmente piegato su sé stesso nel parcheggio del set, da solo.
Un’immagine immortalata da un fotografo di scena che ha fatto il giro del mondo.
Poi ha sfogato tutta la sua disperazione in due tweet: “Non ci sono parole per descrivere il mio shock e la mia tristezza per Halyna Hutchins, moglie, madre e collega ammirata”, ha scritto Baldwin, assicurando la sua completa collaborazione alle indagini in corso.
“Sono in contatto con suo marito, per offrirgli sostegno. Sono devastato per lui, il loro figlio e per tutti coloro che le volevano bene”, ha aggiunto l’attore.

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Dopo il dramma le riprese del film sono state sospese.
Rust, il film in lavorazione, è un western la cui sceneggiatura è stata curata da Souza sulla base di un racconto che lo stesso regista aveva scritto con Baldwin.
La pellicola narra la storia di un tredicenne e di suo fratello più piccolo nel Kansas di fine Ottocento.
Baldwin interpreta il famigerato fuorilegge Rust, il cui nipote di 13 anni viene condannato per omicidio involontario.

Nel cast Jensen Ackles ha il ruolo di un maresciallo degli Stati Uniti, mentre Travis Fimmel interpreta un cacciatore di taglie.
Rust cerca di far evadere suo nipote dalla prigione.
Durante la fuga, mentre Ackles e Fimmel danno loro la caccia, un legame inaspettato nasce tra il fuorilegge e suo nipote.
Le riprese procedevano senza problemi da alcune settimane al Bonanza Creek Ranch, usato spesso per questo tipo di produzioni.

Hutchins stava documentando tutto su Instagram postando foto e un video che la ritraeva a cavallo.
“Uno dei vantaggi di girare un western è la possibilità di montare a cavallo nel tuo giorno libero”, aveva scritto sul social.

I suoi colleghi la ricordano per il grande talento. “Era una grande appassionata del suo lavoro, divertente e piena di energia”, ha twittato la regista Elle Schnieder osservando come le donne siano solitamente escluse dai western.

“E’ particolarmente crudele che un astro nascente come lei che aveva rotto un soffitto di cristallo abbia perso la vita proprio per un tipo di progetto per cui le donne si battono”, ha spiegato.
“Non posso credere che questo tipo di tragedie possano avvenire ancora oggi. Una pistola di scena in grado di uccidere? E’ una tragedia”, ha commentato invece l’attore Joe Manganiello, che aveva lavorato con Hutchins nel film ‘Archenemy’.

L’incidente mortale – che arriva 28 anni dopo la tragica fine di Brandon Lee, anche lui rimasto ucciso durante le riprese a causa di una pistola che doveva essere caricata solo a salve – riapre infatti il dibattito sui set sempre più pericolosi e accende il faro su Hollywood, che appena due giorni fa ha rischiato la paralisi per la protesta di migliaia di lavoratori che chiedevano più sicurezza sulle scene.

Anche la Rust Movie Productions, la società di produzione del film Rust, ha avviato un’indagine interna dopo la morte della direttrice della fotografia in seguito a un proiettile sparato dall’attore Alec Baldwin da una pistola di scena.
“La sicurezza è la nostra priorità. Anche se non siamo a conoscenza di nessuna denuncia sulla sicurezza sul set, condurremmo un’indagine interna sulle nostre procedure”, afferma in una nota in cui si fa riferimento alla presenza sul set di una pistola di scena.

Dal set, intanto, continuano a trapelare indiscrezioni grazie ad amici e conoscenti.
Ad Alec Baldwin era stata consegnata un’arma carica da un assistente alla regia che gli aveva indicato che la pistola era sicura, poco prima del tragico incidente costato la vita al direttore della fotografia Halyna Hutchins durante le riprese di un film western nel ranch di Santa Fe.
Questo è anche quanto riportato dai primi documenti sull’indagine diffusi dai media americani.
Secondo gli investigatori, comunque, l’assistente alla regia, David Halls, non sapeva che l’arma avesse proiettili veri prima di consegnarla a Baldwin.

L’assistente Halls aveva consegnato la pistola a Baldwin urlando “cold gun”, il che significava che l’arma non avesse proiettili veri.
A quel punto l’attore ha colpito il direttore della fotografia Halyna Hutchins al petto, uccidendola.
Mentre il regista Joel Souza, che si trovava dietro di lei, è rimasto ferito.
Ma perché Alec Baldwin, con in mano una pistola creduta inoffensiva, spara in buonafede più colpi in direzione della direttrice della fotografia e del regista?
Non risulta che le vittime siano state colpite da colpi di rimbalzo, era stata presa la mira per sparare in quella direzione?
Si trattava di uno scherzo?
Anche su questo, oltre che sulla pistola a salve o meno, si devono dirigere le indagini: il particolare non è ancora stato spiegato.

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Gli investigatori hanno sequestrato tutte le armi e le munizioni presenti nel set, le macchine fotografiche e le apparecchiature informatiche e gli abiti indossati dagli attori al momento della sparatoria.

L’ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe ha affermato che l’indagine “rimane aperta” e che non sono state presentate accuse.

Secondo il Los Angeles Times e altri media, diversi membri della troupe hanno abbandonato la produzione a causa di preoccupazioni sulle condizioni e sui problemi di sicurezza, comprese le procedure di sicurezza delle armi, e sui protocolli Covid non seguiti prima delle riprese.

In una nota la casa di produzione, Rust, ha però sottolineato che “la sicurezza del nostro cast e della troupe è la massima priorità. Ed “anche se non siamo stati informati di alcun reclamo ufficiale riguardante la sicurezza di armi o oggetti di scena sul set, condurremo una revisione interna delle nostre procedure, mentre la produzione viene interrotta”.

Nell’ultima agenzia arrivata dai media americani Alce Baldwin viene descritto come distrutto dalla tragedia.
L’immagine immediatamente dopo la tragedia lo mostra piegato su se stesso, forse mentre vomita.

L’attore è stato interrogato dallo sceriffo della contea di Santa Fe: “Sono distrutto, è stato un tragico incidente”.
I media Usa però denunciano: i protocolli standard di sicurezza, inclusi i controlli sulla pistola, non erano rispettati in pieno sul set del film”.
Così come anche: “La polizia sta verificando l’esistenza di un video della sparatoria fatale”.

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Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora ed ha collaborato con grandi testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo come inviato o per reportage personali.

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