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giovedì 24 Giugno 2021

Al Salone nautico di Venezia incontro su “Terziario del mare è… Blue economy”.

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Il presidente Zanon: “Dobbiamo costruire la ripartenza. ll mare è un’opportunità in più che forse può consentirci di recuperare quanto abbiamo perduto”.

La valorizzazione del mare come porta di ingresso e di uscita di Venezia verso un nuovo orizzonte di sviluppo culturale ed economico, è stato il focus dell’incontro “Terziario del mare è… Blue economy” organizzato ieri da Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia e Rovigo al Salone Nautico di Venezia.
All’incontro, che ha visto la partecipazione di un nutrito panel di relatori, sono intervenuti per l’Amministrazione comunale l’assessore al Turismo Simone Venturini e la presidente della Commissione Attività produttive Silvia Peruzzo Meggetto e, al termine per un saluto, anche il neo presidente dell’Autorità Portuale dell’Adriatico settentrionale Fulvio Lino Di Blasio, alla sua prima uscita pubblica.

“La Blue Economy è molto più che economia – ha detto Alessandro Santi, presidente nazionale di Federagenti Conftrasporto Confcommercio, presentando un excursus storico del rapporto tra Venezia e il mare – E’ una forma di cultura e di orientamento strategico. Venezia, nella sua storia, ha alternato momenti di grandezza, in cui era dominante sui mari, a momenti di assenza. Anche noi abbiamo trascorso anni con le spalle rivolte al mare e forse oggi è il momento di tornare a guardare in quella direzione e a relazionarci con esso, dandogli nuova centralità”.

“Non siamo in grado di interpretare bene la nostra posizione strategica – ha spiegato Marino Masiero, presidente di Assonautica Venezia e vicepresidente Assonautica Italiana – Abbiamo 450 strutture turistiche portuali sulla nostre coste, ma non si tratta di una presenza capillare e ben organizzata. E’ come avere 200 km di autostrada senza distributori di benzina. Questo non ci permette di essere competitivi e non ci consente di sfruttare a pieno le potenzialità della filiera turistica che può essere collegata. E’ in corso un censimento di queste strutture, abbiamo bisogno di uniformare e qualificare l’offerta, di comunicarla, di valorizzarla. La filiera nautica è un comparto importante in Italia, ma spesso poco riconosciuto: registra due volte il fatturato dell’Ilva e impiega più del doppio dei dipendenti Fca, solo per fare due esempi”.

“La Camera di Commercio si troverà a dialogare spesso insieme agli altri interlocutori su questo tema centrale per la nostra città – ha concluso Massimo Zanon, presidente della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo e presidente di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia e Rovigo – Dobbiamo preoccuparci della Zes, rivedere la città e recuperare aree dismesse e posti di lavoro. Dobbiamo costruire. Nel frattempo cerchiamo di recuperare il più presto possibile per le nostre aziende da troppo tempo colpite dalla crisi, dall’Acqua Granda del novembre 2019 in poi. Oggi si parla di voglia di fare, ampliando un’offerta. Noi non siamo una Camera di commercio come le altre: infatti, noi abbiamo il mare, un’opportunità in più che forse può consentirci di recuperare quanto abbiamo perduto”.

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