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Affittacamere e b’n’b abusivi a Venezia, tutti i dettagli dell’operazione

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Affittacamere e b'n'b abusivi a Venezia, tutti i dettagli dell'operazione

Quanto valgono affittacamere e b’n’b abusivi a Venezia? Basti pensare che il controllo su un centinaio di strutture ha portato alla scoperta di una presunta evasione fiscale, nei soli sette mesi presi in esame, di 2 mln di euro.

A questi, si aggiunge Iva evasa per 200mila euro, tassa di soggiorno non pagata per 120mila euro ma anche l’elusione degli obblighi, grazie al “nero” assoluto, delle segnalazioni alla Questura per l’antimafia e l’antiterrorismo.

Hanno indubbiamente ragione i nostri lettori quando commentano questi articoli dicendo “E’ solo la punta dell’iceberg…”. Oppure: “Hanno scoperto l’acqua calda…”.

Questa volta, dopo tanti segnali di “al lupo, al lupo”, l’indagine è stata condotta veramente nel centro storico lagunare, dalla Guardia di finanza e dalla polizia municipale che, grazie a internet da una parte e alle segnalazione dei cittadini dall’altra, ora passeranno al setaccio altre mille strutture ricettive.

La ‘guerra’ per la legalità, che vede tra i suoi artefici il sindaco Luigi Brugnaro, si è concentrata proprio sul flusso di informazioni turistiche nella rete che con la ‘falsa’ ospitalità ha creato una diffusa concorrenza sleale ai danni di chi è in regola ma anche un danno di immagine per la città lagunare. Senza contare l’ipotetica truffa a scapito degli ignari ospiti.

I finanzieri, grazie alla messa a punto di un software denominato “Domus network”, hanno fatto scattare l’operazione “Venice journey”. Si è trattato, di fatto, prima di incrociare la reale offerta registrata dal comune con quella ben superiore (almeno il 50%) che compariva in rete e poi dare corso ai controlli ‘sul campo’.

Sono così venuti alla luce operatori italiani e stranieri in odore di frode (sono scattate anche delle perquisizioni), che pubblicizzavano i b&b, per un costo medio di 108 euro a notte, su siti tematici. Le proposte andavano da “autentico sottotetto veneziano”, “meravigliosa camera con bagno turco”, fino a “palazzo gotico superba vista su canale”; “stupefacente appartamento in ottima posizione sul Canal Grande”. Ed ancora “appartamento con vista sulla laguna” per arrivare ad una “top location Piazza San Marco”.

Gli operatori passati al setaccio vanno dal proprietario di una singola casa fino a chi ha costruito una ‘rete’ di offerta articolata fino a 30 appartamenti. Quando saranno conclusi i controlli in centro storico, la prossima tappa sarà passare al setaccio la terraferma veneziana.

“E’ un’operazione per la legalità, la concorrenza sleale che è un danno alla città” ha detto Brugnaro. “Con operazioni come questa – ha aggiunto – dimostriamo che chi truffa non è desiderato a Venezia e puniamo o invitiamo a regolarizzare la propria posizione per incentivare chi investe in modo onesto”. Brugnaro ha anche invocato “poteri minimi per poter ripulire anche le strade”.

Il riferimento è all’abusivismo diffuso in tutti i campi dando la possibilità “di arrestare anche per una sola notte chi commette infrazione e tenerlo così in cella di sicurezza per poi fargli pagare una bella multa”.

“Venice journey” ha già ottenuto il plauso delle categorie economiche a cominciare dall’associazione degli Albergatori fino a Confindustria.

Laura Beggiora | 19/05/2016 | (Photo d’archive) | [cod affittave]

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