La notizia dell’ultima ora è la scoperta, da parte dei sommozzatori dei vigili del fuoco, del corpo di uno dei quattro dispersi nella strage di Suviana. La vittima, la quarta individuata, è Adriano Scandellari, 57 anni, nato a Padova e residente a Ponte San Nicolò (Padova), lavoratore specializzato di Enel Green Power nella funzione di O&M Hydro. Era stato insignito da poco con la stella al merito per il lavoro dal capo dello Stato, Sergio Mattarella. La moglie è a Bargi. Nella sua carriera aveva anche lavorato a Mestre. Il suo corpo è stato recuperato questa mattina insieme a quello di un altro disperso, quinta vittima, non ancora identificato.
Al momento, dunque, la tragedia ha provocato cinque morti, cinque feriti e due dispersi.
Tra le persone coinvolte, un ferito è veneziano. L’operaio Sandro Busetto, di 59 anni, originario di Venezia, è attualmente ricoverato nel reparto grandi ustioni dell’Ospedale di Pisa dopo essere stato ferito nell’incidente. Busetto faceva parte dell’unità specialistica di Enel Green Power e stava lavorando alla centrale al momento dell’esplosione.
Le età delle persone disperse variano dai 37 ai 68 anni, con la triste conferma del decesso di un uomo di 73 anni, esperto di impiantistica e consulente. Gli altri coinvolti sono dipendenti di ditte esterne.
I soccorsi sono stati immediati e coordinati. Nella notte tra martedì e mercoledì, quattro sommozzatori speleosub provenienti dai Vigili del Fuoco di Vicenza e Venezia si sono recati sul posto da Venezia per fornire assistenza nelle operazioni di ricerca e salvataggio.
L’esplosione è avvenuta martedì alle 15:00 in un trasformatore collegato a una turbina, situato a una profondità di 40 metri. L’acqua ha iniziato ad allagare i piani inferiori della struttura prima di salire fino all’ottavo piano. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare, tanto che mercoledì verso le 15:00 le ricerche sono state temporaneamente sospese per consentire ai tecnici di valutare la sicurezza della zona.
I soccorritori sono riusciti ad accedere all’ottavo piano, ma la fonte dell’allagamento rimaneva incerta, così come il luogo dove potrebbero trovarsi i dispersi. Gli ambienti erano invasi dal fumo, rendendo la situazione ancor più critica.
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