Addio Betania, dopo 40 anni chiude la più nota sede per mensa per le persone in difficoltà

ultima modifica: 23/10/2019 ore 19:48

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Betania chiude le sue porte il 4 novembre.

Il servizio di ristorazione per i meno abbienti non sarà più dove abitualmente tutti hanno imparato a conoscerlo. Previsto uno spostamento tra le suore alla Tana e le Muneghette, ma quello che è certo è che la mensa storica nella Fondamenta della Misericordia termina per sempre la sua attività e non riaprirà più.

Almeno non come struttura d’accoglienza, anche se non è chiaro a cosa vorrà destinarlo la proprietà, e cosa nascerà in quello spazio, ormai circondato da pubblici esercizi e strutture ricettive che si snodano per tutta la fondamenta della Misericordia e degli Ormesini.

Per circa quarant’anni Betania, con i suoi volontari, è stata punto di riferimento e rifugio a Venezia per le persone fragili, per poveri e senzatetto, anche se negli anni gli oltre 100 posti disponibili si erano ridotti, fino agli attuali 60.

Un servizio di accoglienza e ristorazione per chi non ha le possibilità di avere un pasto caldo e una parola di conforto, che spesso ha visto entrare anche padri e madri di famiglia in difficoltà economiche. Betania oltre al cibo, fornisce ai suoi ospiti anche un servizio bar e la possibilità di lavarsi con le docce, di cambiarsi i vestiti, grazie alla lavanderia e distribuzione di vestiti a chi a bisogno.

Un’istituzione che era ormai punto di riferimento e simbolo di accoglienza per i veneziani: parlare di mensa per i poveri significava parlare di Betania.
Chi in tutti questi anni ha varcato la soglia, oltre quel ponte privato e quel portone che tutti i veneziani conoscono, veniva accolto dal Centro Ascolto Diocesano Caritas.

Ma dove andranno dal 4 novembre tutti i bisognosi?

Dalle suore alla mensa di San Giuseppe, alla Tana di Castello, che già opera da anni con il servizio di ristorazione diurna (40 posti), per poi probabilmente spostarsi nel nuovo centro operativo della Caritas diocesana nell’ex ospizio a San Martino di Castello, un immobile di proprietà dell’Ire che lo ha affidato alla Diocesi in comodato gratuito.
Saranno serviti pasti e ci sarà la possibilità di dare ospitalità momentanea a chi non ha dove andare. Un occhio di riguardo, nel centro, andrà alle situazioni d’emergenza delle donne che necessitano di ospitalità. Uno spazio di accoglienza con lo stesso scopo c’è anche a Betania, istituito da tempo, ma anche questo chiuderà con la struttura.
Nel nuovo centro di Castello ci sarà ci sarà la foresteria per gruppi, soprattutto parrocchiali, che vorranno fare esperienza di servizio e volontariato nella struttura della Caritas.

Il destino di Betania è ormai segnato, nella speranza che anche quel palazzo non si trasformi nell’ennesima struttura a finalità turistica. La Caritas diocesana aveva inizialmente considerato la possibilità di ristrutturare Betania con un importate intervento di manutenzione, ma avrebbe abbandonato l’ipotesi a causa dei costi d’intervento.

La Caritas veneziana esiste dal 1976, istituzionalizzata con statuto nel 1989. E’ l’organismo pastorale della Diocesi di Venezia istituito dal Patriarca al fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la carità.

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4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Centralizzare non è una buona idea, perché molte persone anche anziane che utilizzavano quel centro di indispensabile ristoro e riparatore e Multiservizi, fanno fatica ad arrivare da Cannaregio a castello più accentuato ancora in giornate di freddo pioggia acqua alta caldo estremo ecc. Diversificare in più sestieri con strutture anche più piccole sarebbe un buon servizio, per gli ultimi. Anche se per me gli ultimi sono i politici che fanno finta di nulla. Vergognosi

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